25 ottobre 2018

Recensione di your name., di Makoto Shinkai

banner_recensioni_tremende_LT.png
Recensione di your name., di Makoto Shinkai
Titolo: your name.
Autore: Makoto Shinkai
Editore: J-POP
Lingua: Italiano
Genere: Fantasy, Young Adult
Note: In tutta la recensione faccio riferimento al film dando per scontato che tutti sappiate che di questa storia esiste sia la versione cinematografica, che la versione editoriale. I due formati sono usciti quasi contemporaneamente e hanno la stessa trama.
Probabilmente questa è una nota inutile, però ho voluto specificarlo comunque, perchè non si sa mai.


Sinossi: Mitsuha, una ragazza di provincia, e Taki, giovane di Tokyo, sconosciuti entrambi delusi dalle loro quotidianità, si ritrovano un giorno a vivere in sogno una la vita dell'altro. Lasciandosi dei messaggi per il "risveglio" inizieranno a comunicare e a conoscersi, cercando di capire la loro strana relazione e il legame che li unisce e si rafforza notte dopo notte, sogno dopo sogno, mentre incombe il passaggio di una misteriosa cometa...
Una storia per tutti a cui è impossibile rimanere indifferenti, capace su carta come sullo schermo di danzare sul filo del reale, del sogno e del soprannaturale e di farci entrare nelle vite dei suoi protagonisti.


Letto da: Gioneb, Marty
Recensito da: Gioneb
Commento:

Q&A

1) Cosa ti ha convinto a leggere questo libro?
Il film: ho adorato il film. Inoltre, è stato anche a causa del film che ho aspettato un po’ di tempo dalla sua uscita prima di leggere il libro, perché sapevo che la trama del libro e del film era la stessa. Volevo dimenticarmela un po’.

2) Valeva la pena leggerlo?
Sì, nonostante abbia preferito il film, ci sono stati molti dettagli che mi sono piaciuti più nel libro. Uno di questi è la spiegazione di alcune parole appartenenti ai dialetti delle campagne giapponesi: anche nel film ci sono, ma vederle scritte ha reso più facile comprenderne il significato e il cambiamento che è avvenuto nel tempo.

3) Qual è il punto di forza di questo libro?
Credo che se non avessi visto il film prima di leggere il libro, il punto forte sarebbe stato la trama. A circa metà della storia c’è un colpo di scena che, quando ho visto il film, mi è piaciuto tantissimo. C’è un altro elemento della trama che ho apprezzato: la “spiegazione” dello scambio dei corpi (metto le virgolette perché non viene spiegato proprio tutto tutto).

4) E invece, il punto debole di questo libro?
Per rispondere a questa domanda mi ricollego a quella precedente, perché il fatto di aver visto il film, e che la trama sia la stessa, ha tolto dei punti. Inoltre c’è qualcosa nel modo di scrivere dei giapponesi che non è nelle mie corde;  ad esempio, ho trovato il libro a volte troppo lento e troppo descrittivo.

5) Qual è il tuo personaggio preferito?
Non ho incontrato un personaggio che mi abbia fatto dire “wow, lui/lei è il mio preferito”. I personaggi sono tutti caratterizzati bene, mai piatti né banali.
Potrei scegliere Taki, solo per le reazioni che ha quando scopre di essere in un corpo femminile!

6) Leggeresti ancora un libro dello stesso autore?
Makoto Shinkai non è uno scrittore, ma è un regista. Tra le sue varie opere troviamo: “Il giardino delle parole” e “5 cm per second”. Questi due film sono stati trascritti in altrettanti libri, ed ho intenzione di leggerli. Leggendo le note che si trovano alla fine di questo testo, si scopre che fino alla fine della produzione del film, non era prevista l’uscita di un libro.

7) A chi lo consigli?
Non mi viene in mente un tipo di pubblico in particolare a cui consigliarlo, ma è una bella storia che potrebbe piacere a tutti. Non sono sicura che valga la pena di leggere il libro e vedere il film: uno dei due potrebbe bastare per godersi la storia.

8) Per quale casa di Hogwarts è adatto?
Scegliere una casa è davvero difficile; provo ad andare per esclusione.
Non è Serpeverde proprio per niente, l’unico personaggio che potrebbe stare bene in questa casa è la sorella di Mitsuha, la quale vorrebbe vendere il saké speciale che producono loro per fare soldi e mandare la sorella a Tokio. Ed ha nove anni.
Non è Corvonero, perché non mi viene in mente nessuno dei personaggi particolarmente sveglio di mente né nessuno che colpisca per una passione specifica.
C’è un po’ di Grifondoro in questo libro, perché ad un certo punto Taki parte per una missione di salvataggio, ma i personaggi in generale mi sembrano decisamente più Tassorosso, al di là della singola azione.

Nessun commento:

Posta un commento