4 ottobre 2020

Wrap Up: Settembre 2020

 

Wrap Up: Settembre 2020


Dopo Agosto abbiamo decisamente rallentato il ritmo delle nostre letture, per cui vi avvisiamo sin da ora che questo Wrap Up sarà significativamente più breve dell’ultimo a cui vi abbiamo sottoposto… infatti questa volta è stato tutto in un solo post. Un po’, a dire il vero, soffriamo di burn out dopo l’ubriacatura di libri di fine estate. Un po’ qualcuno ha cambiato decisamente ritmo di lettura. Un po’, probabilmente, stiamo già vedendo la fine dell’anno e stringendo la presa sulle challenge che dobbiamo ancora completare. Comunque abbiamo letto e abbiamo diversi libri di cui parlare. Cominciamo.


Wrap up della librovora miki_tr


Book Count: 7 

Libri letti:


The Lost Book of the White, di Cassandra Clare e Wesley Chu.

Trigger: violenza, sangue, morte, possessione, manipolazione mentale, tortura.

Ammetto che, al momento di scrivere questo commento, sono più curiosa di vedere quello della Librovora Marty, che di solito ci delizia con una cronaca momento per momento delle sue reazioni. Comunque il libro mi è piaciuto, anche se non è uno dei miei preferiti della serie, principalmente per il fatto che Magnus, giù di tono, non ha dato il meglio di sé in questa storia. Probabilmente anche il fatto che si senta un po’ che si tratta di un libro di passaggio non aiuta… Nonostante questo, ci sono parti interessanti, e il finale lascia presagire un prossimo libro particolarmente avvincente (e ansiogeno).

Popsugar: Un libro che fa parte di una serie con oltre venti libri.


The Pull of the Stars, di Emma Donoghue.

Trigger: pandemia, morte, malattia, descrizione dettagliata di pratiche mediche e chirurgiche di inizio novecento, descrizione dettagliata di parti e disturbi gravidici, descrizione dettagliata di sintomi di malattie, sangue, morte in grembo, morte in puerperio, morte in gravidanza, misoginia, autopsia, morte di una persona cara, PTSD, malformazioni congenite, pratiche affini alla schiavitù.

Se non si è capito dall’elenco dei trigger: siate preparati se intendete leggere questo libro, perché è veramente una delle letture più pesanti che abbia mai avuto il piacere di incontrare. E dico il piacere, non a caso, perché ogni singola riga di questo libro si è fatta amare per quanto è cruda, e vera, e massacrante in virtù del fatto di essere scritta perfettamente. Certamente non un libro per tutti, ma un libro che dovrebbe essere letto, soprattutto da chi dà per scontato che il mondo sia sempre stato come è oggi, che essere una donna sia semplice, che questo pazzo 2020 che stiamo vivendo sia qualcosa di inconcepibile. 


All the Bad Apples, di Moïra Fowley-Doyle. 

Trigger: lutto, misoginia, violenza, abbandono, abuso di minore, omicidio, omofobia, violenza sulle donne, morte di un figlio, morte di un genitore.

Mi è piaciuto questo libro, anche se non quanto il primo dell’autrice, principalmente per gli elementi che comincio a pensare siano un po’ un marchio di fabbrica dello stile di Moïra Fowley-Doyle: i personaggi (molto carini), e soprattutto il modo in cui in una trama da contemporary si intersecano elementi magici, sulla cui realtà restano però dei dubbi per tutta la storia. Il libro si legge molto bene proprio per questo continuo dubbio e per lo stare a cavallo tra realistico e speculativo, e alla fine racconta una bella storia, interessante e toccante, incentrata su temi difficili che però non scadono mai nel pesante e nel gratuito.

Passaporto arcobaleno: Settembre (Rosa) 

Popsugar: Un libro che volevi leggere nel 2019


Strange Days, di Constantine J. Singer.

Trigger: manipolazione mentale, omicidio, violenza, morte di un genitore, morte di una persona cara, lutto, sangue.

Carino, ma non eccezionale. Questo libro mi aveva attirato per la sinossi da cui sembrava si parlasse di una setta, ma non è esattamente questo l’argomento attorno a cui ruota la storia, che si concentra su altri elementi. Ci sono alcuni passaggi che risultano un po’ lunghi e macchinosi, e forse la trama sarebbe stata valorizzata dalla semplificazione di alcune dinamiche che sembrano inutilmente tecniche e richiedono lunghe spiegazioni. Per contro è un po’ scarsa la parte della storia che riguarda le relazioni tra i personaggi, il che fa sì che quelli più secondari rimangano sempre un po’ troppo abbozzati. Non mi è dispiaciuta la risoluzione finale, ma avrei gradito qualche spiegazione in più.

Popsugar: Un libro pubblicato nel mese del tuo compleanno.


Now Entering Addamsville, di Francesca Zappia.

Trigger: morte nel fuoco, incendio, mutilazioni, violenza.

Un altro libro che mi è piaciuto, anche se in questo caso mi aspettavo qualcosa di molto diverso e forse più in linea con i precedenti lavori dell’autrice. Il libro non è all’altezza di Eliza and Her Monsters, ma ha i suoi meriti. La storia è interessante e gli elementi sovrannaturali funzionano abbastanza bene. Non ho ben capito il senso della “cotta” che si rivela non essere una cotta (o forse sì, non è chiaro) della protagonista, ma con questa eccezione, ho apprezzato molto i personaggi, molto ben delineati, da quelli principali a quelli più di contorno. Ho avuto la sensazione che il finale lasci aperta la possibilità di un seguito, ma potrebbe anche essere semplicemente la voglia dell’autrice di accennare ad una storia che non finisce con quanto raccontato nel libro (che sarebbe anche in linea con il finale di Eliza, che ha un effetto simile). 

Popsugar: Un libro di un autore tra i venti e i trent’anni.


Mark of the Plague, di Kevin Sands.

Trigger: epidemia, violenza, morte, lutto, morte di una persona cara, avvelenamento.

Continuo a pensare che la cosa migliore di questa serie è che, come nel primo libro, il fatto che si tratti di un Middle Grade non ha tolto assolutamente niente all’accuratezza della ricerca storica e alla crudezza della storia raccontata. Qui siamo nel pieno di un’epidemia di peste e Londra è allo stremo, e l’autore non cerca di nascondere o abbellire l’orrore che fa da sfondo alla trama; anzi, incastra un giallo molto interessante e con un ritmo da manuale in un contesto che valorizza ogni momento della narrazione.


Saga Volume 3, di Brian K. Vaughan e Fiona Staple.

Trigger: lutto, morte, sangue, violenza, accenni ad abusi su minori, linguaggio senza filtri.

Alla fine ho concluso il mese proseguendo la mia rilettura di Saga, che ormai è diventata una tradizione. Non credo che questo fosse stato il mio volume preferito alla prima lettura, ma sapendo come evolverà la storia questa volta l’ho apprezzato di più. E come al solito il finale rende molto difficile lasciar passare del tempo tra una lettura e l’altra, ma non è che nel frattempo la serie si sia allungata, e devo suddividermi bene le letture… 


Wrap up della librovora Marty


Book Count: 3 

Libri letti:


The Lost Book of the White, di Cassandra Clare e Wesley Chu.

Trigger: violenza, sangue, morte, possessione, manipolazione mentale, tortura.

Benvenuti al secondo libro delle Shadowhunter Chronicles dell’anno (un miracolo visto l’anno in cui ci troviamo).

Ed ecco a voi il mio solito commento minuto per minuto.

-Bello leggere un libro di Shadowhunters e non preoccuparsi della sorte dei personaggi perché tanto sai che fine fanno. Almeno in questo.

-Ma Kadir… chi è? Solo io non mi ricordo questo personaggio?

-Max che fluttua nel soffitto tutto contento è assolutamente favoloso.

-Jace è sempre stato così divertente o è solo l’effetto della tranquillità tra una libro e l’altro?

-Se Max riesce a mettere in difficoltà due Shadowhunters adulti c’è da preoccuparsi per il suo futuro. E anche per i suddetti Shadowhunters.

-Povero Simon, spero che si riprenda presto.

-Samael è un po’ pazzo.

-Ok, non dovrebbe farmi ridere la situazione di Simon, ma Samael mi sembra uno di quei pazzi disperati che hanno perso la fidanzata e cercano di vendicarla in tutti i modi.

-Anche Shinyun mi fa morire dal ridere, non riesco a prenderla sul serio come cattivo.

Non ho trovato molto di divertente da dire su questo libro, perché essenzialmente la parte divertente dei personaggi è stata molto giù di tono. Ed ora inizia l’attesa per il terzo, che esce… domani vero? (cosa vuol dire che devo aspettare almeno un anno?)


Love, Creekwood, di Becky Albertalli.

Trigger: depressione.

Mi è piaciuto ritrovare tutti i personaggi di Simon vs the Homosapiens Agenda, e le parti che mi sono piaciute di più sono le lettere tra Simon e Blue, e anche quelle di tutta la gang.

Non ho trovato particolarmente appassionanti quelle tra Leah e Abby, per il semplice motivo che le due ragazze vivono insieme, e non c’è motivo dello scambio di mail, che ho trovato a volte forzato.


After Hours, di Robin Hoelzemann.

Trigger: lutto, depressione.

Una storia molto commovente, che sembra solo accennata ma piano piano si chiarisce sempre di più. I disegni sono molto belli e colorati, nonostante tutta la storia si svolga di notte. In generale sono rimasta molto contenta da questa graphic novel.

Passaporto Arcobaleno: Settembre (Rosa).


Wrap up della librovora Gioneb


Book Count: 6

Libri letti:


Ark, di Veronica Roth.

Trigger: countdown, fine del mondo.

Il racconto è carino, ma troppo incentrato sui fiori e sui ragionamenti della protagonista e poco sulla fine del mondo. 

Quiet: il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare, di Susan Cain.

Sono mesi che leggo questo libro un po’ alla volta e mi sono incagliata circa a metà, quando l’autrice si concentra solo sulla crisi economica del 2008 e su Wall Street in quel periodo. Oltre a questo ho letto molte cose interessanti su come la società disprezzi gli introversi, nonostante siano circa metà della popolazione, e come questo ricada soprattutto a discapito dei bambini.


Harry Potter and the Goblet of Fire – Ravenclaw Edition, di J.K. Rowling.

Trigger: morte, violenza, tortura, schiavitù, bullismo, mutilazione autoinferta, setta.

Alla fine anch’io ho riletto Harry Potter and the Goblet of Fire seguendo la nostra tradizione per cui ne rileggiamo uno all’anno. È sempre bello tornare nel mondo creato dalla Rowling ed ho sempre la sensazione di tornare a casa. In questo caso sono stata felice di questa rilettura perché mi ha permesso di 

rivalutare questo quarto libro della serie. Conoscendo già la storia ho potuto concentrarmi di più su quello che dicevano e facevano alcuni personaggi secondari e, in questo modo, capire come mai poi in futuro succederanno delle determinate cose.


The Lost Book of the White, di Cassandra Clare e Wesley Chu.

Trigger: violenza, sangue, morte, possessione, manipolazione mentale, tortura.

Non so se è perché è il secondo libro di una trilogia o perché la Clare è brava con i personaggi, ma di questo libro ricorderò più alcuni personaggi piuttosto che la trama: Magnus non era il solito Magnus e infatti Alec è venuto più fuori; anche Simon non era il solito Simon; e infine Samael ha fatto un'entrata ad effetto che gli ha fatto guadagnare il premio di personaggio del mese. 

Passaporto Arcobaleno: Settembre (Rosa)


Summer frost, di Blake Crouch.

Trigger: sangue, omicidio, manipolazione mentale.

Interessante, ma niente di nuovo: l’autore ha ripreso alcuni dei cliché legati all’intelligenza artificiale, quindi non c’è stato davvero un momento in cui mi sono sorpresa.


Randomize, di Andy Weir.

Trigger: <Trigger not found>

Interessante l’idea di base: solo dei computer superpotenti, che ancora non esistono, possono creare davvero dei numeri random. Il racconto è carino e si legge molto in fretta, sempre se non si cerca di capire la teoria dietro al computer quantistico. 

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