5 ottobre 2020

Covers Vs Cover: Ottobre 2020

 

Covers Vs Cover: Ottobre 2020


Inauguriamo oggi una nuova rubrica (corredata da un bellissimo nuovo banner, opera come sempre della Librovora Marty), nella quale parleremo esclusivamente di un aspetto dei libri che leggiamo, che a volte sembra poco importante, ma in realtà non lo è affatto: la copertina. Spesso e volentieri, infatti, i libri escono con copertine diverse a seconda delle zone del mondo, delle edizioni, o delle diverse traduzioni. Ci piaceva quindi l’idea di scegliere alcune copertine dei libri che abbiamo letto e mettere a confronto due o più versioni della grafica, scegliendo ciascuna la nostra preferita delle due. Questo tipo di post è anche un’occasione per dare un po’ più di visibilità a qualche libro che abbiamo apprezzato, ma che magari è stato messo in ombra da altri che abbiamo amato di più; inoltre, parlando di copertine, anche le Librovore che non hanno letto e/o non intendono leggere il libro possono avere occasione di parlarne.


All the bad Apples, di Moïra Fowley-Doyle.

Gi: Forse preferisco la prima copertina, ma anche la seconda non è male. Non sapendo di cosa parla il libro non so valutare bene, ma in entrambi i casi mi sembrano adatte ad un libro abbastanza “rosa”.

Ma: Non mi piace nessuna delle due copertine. Una è troppo rosa come colore per me, l’altra ha un primo piano, che è una cosa che non mi piace nelle copertine.

Mi: Preferisco la prima, sia perché preferisco in generale il disegno alla fotografia, sia perché è molto più in linea con la storia che il libro racconta. Non mi dispiace la seconda, ma trovo che il titolo si legga molto male, per come è posizionato.


Asimmetria, di Lisa Halliday.

Gi: Io preferisco la seconda, che è quella con cui ho scoperto il libro quando ho deciso di leggerlo. Trovo che il design sia più adatto al titolo.

Ma: Mi piace di più la seconda copertina, perché mi piace l’effetto origami. Non so di cosa parli il libro, ma la seconda mi sembra rispecchi meglio il titolo.

Mi: Anch’io preferisco la seconda, che è molto intrigante proprio in relazione al titolo. Mi piacciono molto i colori della prima.


Dry, di Neal Shusterman e Jarrod Shusterman.

Gi: Mi piace più la prima, perché nella sua semplicità è molto originale. La seconda ha uno stile molto usato nel genere, che mi fa pensare un po’ ad un thriller.

Ma: Preferisco la prima, la seconda non mi piace per niente. E’ anche molto più adatta al tema del libro. Mi piacciono anche i colori e la scritta sfumata.

Mi: Preferisco la prima, sia per i colori, che per la grafica. C’è da dire, però, che non ho la più pallida idea di cosa sia l’immagine blu, e questo un po’ mi disturba.



Kindred, di Octavia E. Butler.

Gi: Sono due copertine molto diverse. Le capisco entrambe, ma dopo aver letto il libro preferisco la prima, che simboleggia di più la storia.

Ma: Se devo proprio scegliere la prima è più bella, anche se non mi fanno impazzire nessuna delle due. 

Mi: Mi piace di più la prima copertina, perché rende meglio il contenuto del libro, anche se non mi dispiace la seconda, per l’effetto “vecchia fotografia”, che si riallaccia di più alla parte storica della trama.


The Lost Book of the White, di Cassandra Clare e Wesley Chu.

Gi: Vedendole vicine mi piace più la prima, ma la seconda ricorda molto di più la grafica del primo libro della serie.

Ma: La seconda copertina mi piace di più, anche se dal vivo la prima rende meglio, probabilmente per il luccichio… 

Mi: Senza dubbio preferisco la seconda, anche se l’idea del fondo bianco con i disegni rossi non è stata un’idea geniale.


The Pull of the Stars, di Emma Donoghue.

Gi: Preferisco la prima, perché l’orologio da taschino ha sempre un suo fascino.

Ma: Sono belle tutte e due, ma mi piace di più l’accostamento dei colori nella seconda.

Mi: La seconda è una gran bella copertina, in generale, ma non credo ci sia un singolo uccello in questo libro… non ha nessun nesso con la storia, mentre la prima ce l’ha eccome, e per questo è senza dubbio la mia preferita.


Quiet: il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare, di Susan Cain.

Gi: Esteticamente mi piace di più la seconda, ma la trovo meno adatta al libro perché è in qualche modo “rumorosa”.

Ma: Mi piace la prima, con il pesciolino: molto semplice, e mi piace anche il fondo bianco.

Mi: Non mi fanno impazzire… forse mi piace di più la prima perché rende meglio l’idea di Quiet… 


Sleeping Giants, di Sylvain Neuvel.

Gi: Mi piace di più la prima. La faccia nella seconda ha qualcosa che non mi convince. Inoltre apprezzo molto le strisce ai lati.

Ma: Preferisco la prima (anche se ho la seconda nella mia edizione cartacea). La prima però rende meglio l’idea del genere Sci-Fi.

Mi: Per me sono abbastanza alla pari. Il tocco di colore nella prima mi piace molto, ma andando avanti con la serie trovo che ci sia troppo contrasto, e che la seconda sia più discreta.



To Be Taught if Fortunate, di Becky Chambers.

Gi: Sembrano quasi due libri diversi… Però probabilmente mi ispirerebbe di più leggere un libro con la prima delle due.

Ma: Mi piace di più la seconda, a colpo d’occhio. Comunque nel caso di questo libro, mi intriga più il titolo, che le copertine.

Mi: Io preferisco la seconda, anche se i colori della prima sono più nelle mie corde. Anche in relazione alla storia, la seconda è molto più sensata.


To Night Owl from Dogfish, di Holly Goldberg Sloan e Meg Wolitzer.

Gi: Anche questi sembrano due libri diversi. Preferisco la prima copertina, anche se ho l’impressione che la seconda renda meglio l’idea della storia.

Ma: La prima… è gialla. La seconda mi farebbe pensare ad una graphic novel, se non avessi letto il libro.

Mi: Anch’io preferisco la prima, soprattutto perché, anche se non sembra, è molto più in linea con la storia e tutti i suoi dettagli.

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