31 maggio 2018

Wrap Up: Maggio 2018

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Wrap Up: Maggio 2018

Maggio è stato un mese un po’ ad alti e bassi per tutte noi: come vedrete ci sono valutazioni anche basse nel nostro wrap up. Siamo diventate meno brave a scegliere cosa leggere? O forse, un po’ di stanchezza si fa sentire per tutte noi in questo periodo. Comunque ci sono state letture degne di nota!
Facciamo notare che per motivi di gestione chiudiamo questo wrap up con un largo anticipo sulla fine del mese, quindi nel prossimo vedrete altre letture che abbiamo fatto in maggio.


Wrap up della librovora miki_tr

Book Count: 15
Libri letti:

Dreamland, di Robert L. Anderson.
Questo libro l’avevo sorteggiato per la TBR di aprile e in aprile l’ho finito, anche se in ritardo per aggiungerlo nel wrap up. Devo dire che mi è piaciuto. E’ una bella avventura, che si legge in parte come un fantasy, in parte come un thriller. Sorprendentemente, la parte più interessante era quella thriller contemporanea; anzi, per dirla tutta la parte più fantasy era a malapena necessaria alla storia, e in sé non così originale. Però i personaggi mi sono piaciuti, così come tutta la parte del libro ambientata al di fuori dell’ambiente onirico. Una buona lettura per chiudere bene aprile.

Roses of May, di Dot Hutchison.
Ammetto che avrei avuto voglia di portarmi al pari con questa serie già da un po’, ma volevo a tutti costi aspettare maggio per via del titolo. Sensato, no? Comunque avevo adorato The Butterfly Garden l’anno scorso, e mi è piaciuto moltissimo anche questo libro, anche se ho capito chi era il colpevole abbastanza presto. Ma quello che mi piace di più dei thriller di Dot Hutchison (a parte i serial killer spietati che inventa) sono i personaggi, e questi non mi hanno deluso, sia quelli che conoscevo dal primo libro della serie, sia quelli nuovi. Inoltre mi è piaciuto il modo in cui nella storia sono inserite tante questioni pesanti senza scadere nel patetismo. Attendo con ansia il prossimo della serie!
Reading Challenge: Un libro sulla salute mentale

Flame in the Mist, di Renée Ahdieh.
La cosa strana di questo libro, che mi è stato consigliato dalla Librovora Marty (la quale conosce bene i miei gusti) è che mi è piaciuto moltissimo in tutto tranne che in una cosa.
Trama? Ottima. Personaggi? Da perderci la testa. Suspance? Fate voi, l’ho divorato quasi in una seduta unica… L’unica cosa che proprio non ho digerito è lo stile della scrittura. In realtà non manca niente, c’è una bella capacità descrittiva e un buon equilibrio tra azione e riflessione… ma sembra che l’autrice si senta a suo agio ad usare solo un segno di punteggiatura: il punto fermo. Lo so che non è un grave difetto, ma mi ha disturbato in alcuni punti, facendomi godere il libro meno di quanto sarebbe stato giusto per tutto il resto. Comunque sono curiosissima di leggere il prossimo, che non tarderà molto ad arrivare, per mia fortuna.
Reading Challenge: Un libro consigliato da un’altra librovora.

Royal Tour, di Amy Alward.
E’ ora di impegnarmi al massimo per chiudere qualche serie, prima che le uscite di questo mese me ne riaprano decine. Questa è una di quelle facili: questa serie è assolutamente adorabile. Con difetti occasionali, certo, e non perfetta, ma ha quella qualità di ambientazione che hanno certi middle grade, piena di dettagli e particolari divertenti, che personalmente mi fa impazzire. Questo secondo libro della serie mi è piaciuto più del primo proprio perché ha espanso l’ambientazione, e allo stesso tempo perché la trama è meno lineare rispetto al primo libro. Non vedo l’ora di leggere l’ultimo libro di questa serie!

Going Viral, di Amy Alward.
Intanto, credevo questa serie fosse una trilogia, invece ho scoperto che è prevista l’uscita di un altro libro per quest’anno, anche se ancora non ci sono né titolo né data. Meglio, comunque, perché queste avventure mi stanno divertendo molto. Il mio preferito tra questi libri è senza dubbio il secondo, soprattutto perché è quello che ha la trama meno lineare e la location più interessante. Devo ammettere che in alcuni casi questa serie va nella direzione più scontata, ma man mano che prosegue ci sono svolte inaspettate, e mi piace anche come i personaggi crescono. La sto apprezzando molto, e attendo notizie sul prossimo libro!

Cast Long Shadows, di Cassandra Clare e Sarah Rees Brennan.
Voglio una saga su questi personaggi, io dico solo questo. Una generazione che mi ispira tantissimo, senza dubbio! E il finale con Will e Jem è qualcosa che mi ha sciolto, ma del resto quei due mi sciolgono sempre. Adorabile.

The Girl of Ink and Stars, di Kiran Millwood Hargrave.
Il libro del club di questo mese, che avevo personalmente comprato a Firenze nel corso delle nostre scorribande librovore di questo inverno. Devo dire che sono sono molto soddisfatta del mio acquisto! E’ un libro veramente carino, nonostante la storia sia semplice. L’ambientazione è affascinante e anche i personaggi mi sono piaciuti. E’ un libro a cavallo tra middle grade e YA, e forse per questo mi sarebbe piaciuto che fosse più lungo, più ricco di dettagli di quanto sia. La storia sembra in alcuni punti un po’ affrettata, e forse avrebbe avuto bisogno di più respiro. Comunque mi è piaciuto!

The Well of Ascension, di Brandon Sanderson.
Se leggendo il primo libro di questa serie mi ero innamorata della complessità politica e magica di questo mondo… diciamo che questo secondo libro ha alzato l’asticella. Rispetto al primo ha un ritmo meno coinvolgente nella parte centrale, ma per il resto… la quantità di colpi di scena che non mi aspettavo neanche minimamente è impressionante. Il mondo, il sistema magico, la politica e la mitologia… tutti questi elementi, che fin dall’inizio della serie mi hanno incantato, in questo libro vengono espansi, arricchiti di significati, occasionalmente rivoluzionati nel profondo. E’ un libro fantastico, punto.

Senza dubbio fino a qui questa è stata la mia scelta migliore per il classico del mese. Non avevo mai letto nessuno di questi racconti se non Il Principe Felice, che è sempre stato uno dei miei preferiti da bambina e che anche rileggendo ho trovato meraviglioso. Ma oltre a quello, in generale tutte le favole di questa raccolta sono splendide. Un paio forse mi sono piaciute un po’ meno, ed ho trovato comunque più interessanti in generale quelle in cui Wilde fa parlare animali, piante e oggetti inanimati. Ma anche quelle che mi hanno entusiasmato meno avevano elementi molto belli. Senza dubbio la mia preferita è Il Gigante Egoista, ma anche Star-Child mi ha incantato. E ovviamente Il Principe Felice resta nel mio cuore, come sempre.
Il Classico del Mese: Maggio

Okami, di Renee Ahdieh.
Questo racconto e il successivo fanno da ponte tra Flame in the Mist, che ho letto un paio di settimane fa, e il prossimo libro della serie, Smoke in the Sun, che uscirà a breve. Questo, incentrato su Okami, ovviamente, mi è piaciuto, ma soprattutto mi ha creato una grande curiosità su cosa succederà in seguito. Il personaggio di Okami è uno dei più interessanti e mi piace il suo punto di vista. Sono curiosa!

Yumi, di Renee Ahdieh.
Questo racconto mi ha appassionato un po’ meno del precedente. Diversamente da Okami, Yumi come personaggio non mi ha particolarmente colpita leggendo Flame in the Mist e, anche se questa storia mi ha fatto pensare che scopriremo cose interessanti sul suo personaggio, l’ho trovata più statica della precedente e meno interessante per quanto riguarda lo sviluppo della trama della serie.
Alfabeto Challenge: Lettera Y

The Hero of Ages, di Brandon Sanderson.
Ah, questo libro. Sapete quando una serie fantasy è bella, ma non prende mai il massimo dei voti perché comunque ci sono quei fastidiosi dettagli che non tornano? Ad esempio un sistema magico che qualche volta fa delle eccezioni alle sue stesse regole, personaggi che occasionalmente “sentono” qual è la cosa giusta da fare, poteri extra che soccorrono l’eroe proprio al momento giusto… ecco, i primi due libri di questa serie, per quanto io li abbia adorati, hanno questi piccoli dettagli che li hanno resi meno perfetti. Allora però cosa posso dire se questo ultimo libro della serie ha spiegato nel dettaglio tutto quello che non tornava, con una serie di rivelazioni e colpi di scena che non avevo previsto, ma che una volta svelati hanno inquadrato tutto perfettamente? E, soprattutto, perché perdo tempo con queste domande retoriche, quando tutto quello che dovevo dire è che questa conclusione è perfetta per questa serie? In fondo, il succo del discorso è questo.
Reading Challenge: Un libro uscito dieci anni fa.

The Seafarer’s Kiss, di Julia Ember.
Ho un problema con la valutazione di questo libro. Ci sono cose che mi sono piaciute: l’ambientazione nel mondo delle sirene è molto bella, un paio di personaggi (che sospetto però l’autrice volesse farmi odiare) mi sono piaciuti molto. Sapevo prima di leggerlo che questo libro parla di una relazione tra due donne, ma ci sono anche diversi altri elementi di diversità, tra cui un personaggio che non ha un sesso definito. Un sacco di elementi interessanti che mi hanno sorpreso positivamente, insomma. Però penso di non aver mai trovato in questi ultimi anni una protagonista così insopportabile, per me. L’ho detestata quasi dall’inizio. Ha la pessima abitudine di calpestare chiunque non la pensi come lei o voglia cose diverse, e quello che mi ha dato più fastidio è che è piuttosto chiaro che l’autrice parteggia per lei perché, con la sua voglia di andare ad esplorare il mondo invece che rimanere a casa e farsi una famiglia, incarna un qualche ideale “femminista”. Dobbiamo perdonarla se rovina la vita e infine causa la morte di un’altra sirena, perché non l’ha fatto apposta. Anche causare la tortura del suo ex-migliore amico, il quale si è guadagnato il titolo di ex per la grave colpa di aver scelto una vita più tradizionale, non è qualcosa che fa apposta, in fondo. Che importa se lui è innamorato di lei, e se lei non gli dice mai chiaramente di non ricambiarlo, ma continua ad illuderlo perché lui le dà conforto e sicurezza? Queste cose passano completamente in secondo piano davanti al fatto che alla fine lei ottiene quello che vuole.
Insomma, al di là dello sfogo, il libro è stato una continua altalena di buona lettura e irritazione totale, il che mi lascia molto in difficoltà nel riassumere il mio giudizio in un voto; opto per una media politica, ma non è così semplice, alla fine.

Only Human, di Sylvain Neuvel.
Questo libro conclude la trilogia Themis Files che avevo iniziato l’anno scorso. Onestamente non vedevo l’ora di leggerlo, perché da come era finito il precedente, non sapevo esattamente cosa aspettarmi. E non mi aspettavo assolutamente questo… Only Human mi ha sorpreso su tutti i fronti. Sicuramente in positivo: la storia prende una direzione incredibilmente interessante e un sacco di scelte che l’autore fa non sono scontate e di certo non sono le più facili che poteva fare. D’altro canto, mi aspettavo più azione, mentre questo libro è incredibilmente più statico dei precedenti, al punto che sembra quasi anticlimatico. Non mi è dispiaciuta la direzione, ma mi sarebbe piaciuta un po’ più di suspence.

Attachments, di Rainbow Rowell.
Purtroppo questo libro non era quello che mi aspettavo. Ho deciso di leggerlo per rilassarmi durante una settimana particolarmente stressante, e in questo senso direi che ha funzionato. Sfortunatamente, questo primo libro di Rainbow Rowell è senza dubbio quello che mi è piaciuto di meno. Ci sono note positive: i personaggi, come di solito con lei, a tratti sono veramente carini, e comunque in generale mi sono piaciuti nonostante a voler essere pignoli siano un po’ infantili per essere quasi trentenni. La storia in sé è carina, meno originale delle altre sue, ma si legge bene. Però ci sono un sacco di dettagli, personaggi, situazioni, avvenimenti anche pesanti che non servono proprio a molto se non come espediente narrativo. Uno almeno proprio non è una cosa che userei per creare un impedimento temporaneo ai protagonisti di una commedia romantica. Inoltre la parte finale per me era eccessivamente zuccherosa, anche contando che purtroppo non ho percepito neanche per un momento la chimica tra i protagonisti. Non è stata una lettura spiacevole, ma sono un po’ delusa.


Wrap up della librovora Marty

Book Count: 9
Libri letti:

Cast Long Shadows, di Cassandra Clare e Sarah Rees Brennan.
Continua la saga dei commenti improponibili, ma per i racconti di Cassandra Clare, questo e altro.
-Will con i capelli scarmigliati è il mio nuovo sex symbol.
-Qualcuno tolga di mezzo Alastair, per favore.
-I tre moschettieri e D’Artagnan… questi Shadowhunters mi faranno morire!
-Sono a favore del fatto che i Lightwood siano potenti.
-Che dolce Matthew con Jem.
-”Ma quanto parla questo ragazzo?” Probabilmente un pensiero che ha avuto Jem in qualsiasi momento della storia.
-Henry e Magnus che si tengono in contatto… che carini.
-Perché Ragnor Fell è morto? Propongo una mozione per farlo tornare in vita.
-Hanno il loro club segreto personale, con spazi dedicati a ciascuno… che cosa assolutamente adorabile.
-Oscar, Lucie, Thomas e Christopher *_*
-Voglio i libri su questi personaggi e li voglio subito.
-Oddio Matthew. Non è possibile che già alla seconda storia io debba piangere.
-Will e Jem ….ODDIO!!! (Lo so, l’ho detto anche per la storia precedente, ma qui sono insieme e sono troppo dolci)
E dopo questo commento molto puntiglioso (in tutti i sensi), le mie colleghe mi odieranno molto.

La fattoria degli animali, di George Orwell.
Il mio classico del mese, che più che classico lo definirei molto attuale. Immagino che l’autore si sia ispirato ad eventi accaduti negli anni in cui il libro è stato scritto, ma a me ha ricordato la situazione politica e sociale di alcuni paesi che ad oggi sono meno fortunati di noi.
Classico del Mese: Maggio

The Plastic Magician, di Charlie N. Holmberg.
Quando viene nominato un Magician Thane, e non é Emery...ho quasi rischiato un collasso. Ma comunque parliamo della protagonista di questo libro, Alvie. Questa ragazza è un amore e il suo entusiasmo per la magia legata alla plastica è contagioso, anche se la mia preferita rimarrà sempre la magia legata alla carta. Vorrei tanto avere una serie anche su di lei, Bennet, Ethel, Mg. Praff… e tutti i nuovi personaggi che compaiono. Perché temo che un libro non sia abbastanza, per soddisfare la mia curiosità. C’è ancora molto che si potrebbe raccontare, come il viaggio di Alvie verso la fine del suo apprendistato, la sua storia d’amore, e tutte le varie scoperte che sembra assolutamente intenzionata a fare nella sua vita.
Reading Challenge: Un libro ambientato in una città che hai visitato

The Midnight Star, di Marie Lu.
E finalmente ho finito anche questa serie. Devo dire che un po’ mi aspettavo questo finale, anche se magari speravo in uno meno tragico. Come già accennato, questa serie è sicuramente la più oscura tra quelle che ho letto della stessa autrice, ma è anche la più interessante, visto che abbiamo una protagonista che può essere decisamente messa nella categoria anti-eroe, se non in quella villain. Forse la conclusione è un po’ affrettata: avrei preferito più capitoli dopo la risoluzione finale per vedere il dopo tragedia. Ma comunque penso che la risoluzione finale sia quella giusta, per quanto controversa possa essere.
Alfabeto Challenge: Lettera M

Ship it, di Britta Lundin.
Tutto mi aspettavo da questo libro, fuorché quello che è successo veramente. Ma comunque così mi piacciono i libri, una sorpresa continua. Pensavo questo libro fosse una cosa più semplice, invece è un vero e proprio omaggio a tutte le Fangirl e tutti i Fanboy del mondo, e, quotando il libro stesso, “Non siete pazzi, non avete le allucinazioni, le vostre opinioni valgono”, “Qualche volta il canon è sbagliato” e “Come spettatori avete voi il diritto di decidere il vostro canon personale”. E sì, non ci furono frasi migliori di queste. Magari non sarà scritto benissimo come libro, qualche lavoretto editoriale in più non sarebbe guastato, ma sinceramente non mi importa. Vale tutte le ore spese a leggerlo.

Yumi, di Renee Ahdieh.
Quando leggo queste storie in preparazione alla disperaz...ehm al libro finale, mi chiedo cosa ci aspetterà nella conclusione. Anche questo racconto è ambientato tra i due libri principali e, di certo sembra più speranzoso del primo, cosa non brutta visto la situazione in cui si trovano metà dei personaggi, che non è proprio brillante. Comunque ripeto: Non siamo pronti per questo finale. Ma non può farci la grazia e uscire prima?
Alfabeto Challenge: Lettera Y

This One Summer, di Mariko Tamaki e Jillian Tamaki.
Una graphic novel che ho letto una sera in cui ero stanca e non avevo voglia di concentrarmi per leggere parole su parole.
Non mi aspettavo certo una storia così profonda, e temi importanti come gravidanze e aborto. Molto bello anche il disegno che, pur essendo per la maggior parte in bianco e nero, è molto espressivo e dettagliato.

The Girl of Ink & Stars, di Kiran Millwood Hargrave.
Libro per il club di lettura, su cui ho parecchi dubbi. Di certo è migliore di quello del mese scorso. Ma anche se è un libro che parla di un’avventura, di miti e leggende, non mi ha entusiasmato più di tanto. La storia è godibile e abbastanza completa, ma tutta la rincorsa per scoprire la verità non mi ha preso come in altri libri d’avventura. Una cosa che mi è piaciuta molto sono state le leggende che vengono raccontate, e questo, unito al fatto che ci troviamo su un’isola, mi ha ricordato moltissimo i Maori.

Per come era iniziato il libro, non pensavo che l'avrei mai finito. I primi capitoli sono risultati alquanto noiosi, ma da un certo punto in poi finalmente c’è stata una svolta e la trama ha cominciato a scorrere meglio. Grazie al cielo, questo terzo libro è molto meno romantico degli altri due e, dopo un certo punto, pieno di azione. La conclusione non mi è dispiaciuta, anche se forse è un po’ affrettata e senza una vera battaglia finale, ma comunque chiude tutte le varie sottotrame create nel corso della trilogia. La cosa che mi è piaciuta di più in assoluto è sicuramente vedere così tante versioni dell’universo messe a confronto e vedere come i personaggi cambiano in ciascun universo. In tutto devo dire che non è stata affatto una brutta serie, solo forse a tratti un po’ lenta.
Reading Challenge: Un libro con un monumento sulla copertina

Wrap up della librovora Gioneb

Book Count: 5
Libri letti:

Beneath the Sugar Sky, di Seanan McGuire.
Per prima cosa voglio dire che adoro il titolo, lo trovo musicale, come anche l’immagine che crea. Ma passiamo al libro: davvero bello, tra tutti i libri della serie è quello da cui mi aspettavo meno, perché pensavo fosse tutto ambientato in un mondo fatto di dolci e caramelle, un mondo che non mi ha mai affascinato, ma non è stato così: i protagonisti ci arrivano solo a metá del libro e, anche quando ci sono arrivati, mi è piaciuto per come è stato descritto. L’idea che sta al centro del libro (che non vi spoilero) è geniale, dico solo questo.
Reading Challenge: Un libro con un personaggio eccentrico.
Alfabeto Challenge: B

Chi è Mara Dyer, di Michelle Hodkin.
Ho passato quasi tutta una domenica a leggerlo, mi ha preso subito dal primo capitolo. Non è propriamente il mio genere: quando l’ho comprato avevo paura che fosse troppo horror o splatter per i miei gusti, ma non è stato così. Ad un certo punto mi sono resa conto che assomiglia molto Fallen, di Lauren Kate: entrambi i libri iniziano dopo un evento traumatico accaduto alla protagonista, la morte di un amico; entrambe hanno dei poteri ed entrambe si innamorano (e sono ricambiate) di un “bello e dannato”, che non è propriamente estraneo alla situazione.

Cast Long Shadows, di Cassandra Clare e Sarah Rees Brennan.
Forse un po’ meno bello del primo, ma comunque molto bello. Non vedo l’ora di scoprire cosa ci riservano “I tre moschettieri e D’Artagnan”. E sempre bello rivedere Jem e Will!

The Well of Lost Plots, di Jasper Fforde.
Continuano le avventure di Thursday Next. In questo terzo romanzo si vede soprattutto il mondo dei libri, e infatti qui vediamo che l’autore ha dato il meglio di sé nell'usare la propria fantasia: ogni capitolo è pieno di invenzioni strabilianti e creature fantastiche.
Reading Challenge: un libro che è una storia dentro una storia.

The Plastic Magician, di Charlie N. Holmberg.
Molto bello, ma non come la serie The Paper Magicians che l’ha preceduto. Mi rendo conto che sto paragonando una serie di tre libri con un libro singolo, ma non posso farne a meno, visto che il mondo è sempre quello.
La storia in sé mi è piaciuta e devo dire che ho preferito la prima parte, dove la storia inizia pian piano a formarsi, rispetto alla seconda dove mi è sembrato tutto un po’ veloce.
Come elemento magico la plastica non mi ha entusiasmato quanto la carta, e ho capito meno come le magie venissero effettivamente fatte.
Ma sotto vedete un 4, perchè nonostante tutto è un bel libro che consiglio a chi ha letto The Paper Magician. I personaggi sono fatti bene: mi sono piaciuti molto entrambi i fratelli Cooper e mi ha anche fatto piacere ritrovare vecchie conoscenze.

Molto rumore per nulla, di William Shakespeare.
Forse è stata colpa della traduzione, o forse non era il momento giusto per leggerla, ma a me questa opera di Shakespeare non è proprio piaciuta: la storia non mi ha preso e nella maggior parte delle frasi mi sembrava ci fosse un significato nascosto che proprio non riuscivo a cogliere. Stavo pensando di dare alla commedia una seconda possibilità, guardando il film che ne è stato tratto.
Alfabeto Challenge: Lettera M
Classico del Mese: Maggio

The Girl of Ink and Stars, di Kiran Millwood Hargrave.

Questo libro non è riuscito proprio a prendermi; non è mai riuscito a distrarmi dalla vita reale come è dovere dei romanzi. Detto questo, non è un brutto libro, ma mi sembra un po’ troppo per bambini per i miei gusti. Non vedete il voto perché al momento mi manca ancora un pezzo per finirlo, ma sono già abbastanza sicura del mio giudizio.

5 commenti:

  1. Ciao ragazze, proprio oggi ho scoperto il vostro blog e..che sorpresa! Anche io sono una immensa amante di libri, ecco perchè è impossibile non seguirvi! Complimenti davvero!

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    1. Ciao Chiara! Blogger non ci aveva avvisato del tuo commento, quando lo abbiamo visto ha decisamente migliorato la nostra serata! Grazie dei complimenti, siamo contente che questo angolino di web ti piaccia. Ma dicci qualcosa di te: che tipo di Librovora sei? :)

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    2. Ciao ragazze! :) Mi definisco Librovora amante dei libri biografici riguardo le grandi donne del passato, sopratutto se sono artiste...ho un vero debole per quel genere. Io ho aperto il mio spazio da pochissimo, un piccolo diario in cui racconto ciò che amo e che mi colpisce. Complimenti ancora, siete un bellissimo team!

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    3. Grazie mille dei compliementi! La librovora Gioneb condivide la tua passione per le storie di grandi donne e quindi vuole consigliarti (se leggi anche libri in inglese) "Princesses Behaving Badly: Real Stories from History without the Fairy-Tale", di Linda Rodriguez McRobbie.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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