10 maggio 2018

Recensione di La ragazza che leggeva i cuori, di Teri Brown

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Recensione di La ragazza che leggeva i cuori, di Teri Brown
Titolo: La ragazza che leggeva i cuori (Born of Illusion #1)
Autore: Teri Brown
Editore: Corbaccio
Lingua: Italiano
Genere: Historical Fiction, Young Adult, Paranormal



Sinossi: New York, anni Venti, i famosi Roaring Twenties: Anna ha sedici anni e fin da bambina aiuta la madre, una famosa medium, negli spettacoli. Ma, contrariamente a sua madre che è un’abile attrice, Anna ha veramente il dono di «sentire» le emozioni altrui e di predire il futuro. E in questo futuro vede sua madre in pericolo: le sue visioni si fanno sempre più intense e spaventose, al punto che Anna decide esplorare fino in fondo questa parte di sé che aveva sempre negato. Così, quando Cole, un ragazzo misterioso, si trasferisce in un appartamento vicino e introduce Anna a una società segreta che studia proprio persone come lei, Anna si trova costretta a confrontarsi con il suo passato e con le certezze della sua vita. Ma Anna è anche una sedicenne come tante altre, con i suoi istinti ribelli, i suoi capricci e la sua rabbia esplosiva. E, come tutte le ragazze della sua età, anche lei è alla ricerca dell’amore e dell’affermazione di se stessa. Riusciranno le sue abilità a districare la rete di intrighi in cui, suo malgrado, è caduta? E, soprattutto, la sua sensibilità sarà in grado di farle individuare qual è il suo vero destino? Riuscirà Anna l’illusionista, brava a liberarsi da quasi tutto, a liberarsi dei condizionamenti e a seguire il suo cuore?




Letto da: Librovora Gioneb
Recensito da: Librovora Gioneb
Commento:


Q&A

1) Cosa ti ha convinto a leggere questo libro?
Credo sia stata soprattutto la copertina: è stata proprio questa (nello specifico la costa) ad avermi attirato in mezzo a tutti gli altri libri dello scaffale del Libraccio di Bologna. Poi, ovviamente, la trama interessante e il costo, irrisorio per un libro, mi hanno convinto subito a prenderlo, pensando che nel peggiore dei casi avrebbe abbellito la mia libreria.


2) Valeva la pena leggerlo?
Sì, mi è piaciuto. Non è stata una rivelazione, certo, ma ha fatto il suo lavoro di tenermi compagnia per qualche ora distraendomi dal mondo esterno.


3) Qual è il punto di forza di questo libro?
L’elemento che mi ha colpito di più è l’atmosfera che l’autrice ha creato. Non avevo mai letto un libro ambientato a New York negli anni venti, e l’autrice mi ha fatto apprezzare molto l’atmosfera di quell’epoca.
La storia ha un ritmo incalzante che rende questo romanzo mai noioso e non ho incontrato nessun elemento che sia risultato banale.


4) E invece, il punto debole di questo libro?
Ci ho pensato un po’, ma non mi è venuto in mente niente di specifico. Forse avrei caratterizzato di più i personaggi.


5) Qual è il tuo personaggio preferito?
Nessuno dei personaggi che ho incontrato durante la lettura mi ha colpito veramente; neanche il vecchio inventore, un tipo di personaggio che di solito mi piace molto, mi è veramente piaciuto.
Voglio, però, precisare una cosa: i personaggi di questo libro non sono brutti, né troppo banali. Solo, non mi hanno colpito così tanto da rimanere impressi.
6) Andrai avanti con la serie?
Ho scoperto solo dopo aver finito il romanzo che esistono un seguito e un racconto ambientato tra i due libri. Alla fine di questo libro è rimasta qualche questione in sospeso, ma nonostante ciò non ero sicura di leggere il seguito. Poi le recensioni negative di Goodreads mi hanno convinto a chiudere qui la serie. Il racconto invece potrei leggerlo, perché sembra interessante.


7) A chi lo consigli?
Lo consiglio a chi vuole leggere un romanzo senza troppe pretese ambientato a New York degli anni ‘20 e a chi non è interessato una storia d’amore (ad essere precisi una storia d’amore c’è, ma è adatta anche a chi non le apprezza).


8) Per quale casa di Hogwarts è adatto?
La protagonista ha l’ambizione tipica dei Serpeverde e ha ereditato questo tratto dalla madre, la co-protagonista del libro.

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