31 luglio 2018

Wrap Up: Luglio 2018

banner_wrap_up_LT.png

Wrap Up: Luglio 2018

Appunto futuro per le librovore: l’estate è un periodo orribile per le letture.
Tra chi non aveva più la minima voglia di leggere dopo il primo libro del mese (tanto atteso… indovinate di chi parliamo!) e chi invece si è mantenuto in media, anche se con qualche delusione, luglio probabilmente è stato il mese meno fruttuoso quanto a letture. Ma abbiamo comunque qualche libro da condividere con voi.


Wrap up della librovora miki_tr

Book Count: 10
Libri letti:

Smoke and Iron, di Rachel Caine.
Anche detto il libro più atteso dell’anno per me. Non vedevo l’ora di averlo nelle mani e non sono stata minimamente delusa! Non posso commentare molto sulla trama, dal momento che è il quarto libro della serie e vorrei evitare spoiler. Dirò solo che ho adorato ancora di più almeno un paio di personaggi e che la mia coppia preferita mi ha fatto tremare. Ora si attende il prossimo anno e l’ultimo libro… nonostante questo non abbia un cliffhanger micidiale come Ash and Quill, non sarà affatto un’attesa facile per me!
Reading Challenge: Un libro che parla di libri

Made You Up, di Francesca Zappia.
Primo libro sorteggiato, ed uno che sono stata contenta di leggere, perché mi incuriosiva molto e l’autrice mi piace parecchio. Premesso questo, è molto difficile valutare o raccontare questo libro. Da una parte il punto di vista della protagonista, che è schizofrenica ed ha continue allucinazioni, è sicuramente la parte migliore del libro, perché porta il lettore a non essere mai sicuro se quanto accade è reale o immaginario. Dall’altra, anche se non è un libro in cui la realtà delle difficoltà che la protagonista vive viene minimizzata, in certi punti sembra quasi che tutti vivano in una bolla di ingenuità per quanto riguarda la malattia della ragazza. Un esempio è che la madre la lascia andare ad una festa con degli amici che non sanno nulla del suo problema. Non sono un’esperta in materia, ma onestamente penso che non sia la decisione migliore per la sicurezza sua e degli altri. Anche ammesso di fidarsi del fatto che, ad esempio, non le venga somministrato dell’alcol a sua insaputa, si tratta comunque di un ambiente che mi sembra poco sicuro per una persona che ha evidentemente allucinazioni nonostante i farmaci. Insomma, in qualche misura penso che un po’ di realismo sia stato sacrificato per dare modo alla protagonista di trovarsi nelle tipiche situazioni che ci si aspetta leggendo un YA ambientato a scuola. Nonostante queste imprecisioni, è un bel libro, in alcuni punti anche toccante.

Smoke in the Sun, di Renée Ahdieh.
Ambientazione splendida e una buona dose di avventura. Personaggi che mi piacciono dall’abbastanza al molto. E allora perché questo libro, come il precedente della stessa serie, non mi ha conquistato? Sta tutto nello stile dell’autrice, che proprio non fa per me. Mi sono divertita in molte parti della storia e per una volta questi libri hanno una protagonista che mi piace; il tutto però è espresso con queste frasi brevi, sempre staccate e che vogliono essere sempre ad effetto. Il ritmo per me è veramente stancante, e ammetto che ho impiegato quasi cinque giorni a leggere questo libro, proprio perché perdevo interesse quando il linguaggio si faceva troppo preponderante sulla storia.

S.T.A.G.S. di M.A. Bennett.
Il primo libro decisamente frutto del mese del sorteggio, per me. Non sono sicura che avrei deciso di leggere questo libro a breve se non avessi pescato quel bigliettino. Il libro, come sospettavo quando l’ho messo nella mia TBR, mi ha ricordato sia Dio di Illusioni, che If We Were Villains: collegio esclusivo, protagonisti legati ad un mondo in via di estinzione, una morte annunciata già dalle prime righe. Il filone è chiaro, ma questo, pur essendo abbastanza carino, non è un libro che regga il confronto con gli altri due, né come ritmo, né come tensione, né come qualità dei personaggi. Dalla trama più o meno sapevo cosa aspettarmi; tuttavia mi è piaciuto soprattutto per l’ambientazione (inglese e, lasciatemelo dire, mooolto inglese) e per il finale, che un po’ avevo visto arrivare, ma che mi ha comunque divertito molto. Una lettura piacevole.

Learn About Loss, di Cassandra Clare e Kelly Link.
Probabilmente fino ad ora è il racconto che mi è piaciuto di più, sia per l’introduzione del personaggio di Emilia, sia perché ogni minimo dettaglio legato a Jem e Will mi ha letteralmente colpito al cuore. Se volete più dettagli di così, rivolgetevi alla Librovora Marty qui sotto, che è molto più eloquente di me con il suo commento in diretta.

The Time Machine, di H.G. Wells.
Il classico questo mese è stato deludente. Interessante in certe parti, sicuramente, ma così infarcito di darwinismo da suonare veramente pedante in certi punti. Ci ho messo una vita perché mi toglieva anche la poca voglia di leggere che ho in questi giorni. Gli riconosco delle qualità, ma proprio non faceva per me.
Il Classico del Mese: Luglio

The Summer Children, di Dot Hutchison.
Questo libro mi ci voleva. In questo periodo non ho molta voglia di leggere e proprio mi ci voleva un thriller. Se poi è come questo… E’ il terzo libro della serie The Collector e, se non è proprio a livello del primo che mi ha fatto innamorare della serie, è comunque un gran bel libro, più incentrato sulla vita degli investigatori rispetto al primo, ma con un caso veramente interessante e molto toccante. Gran bella lettura!

Sono stata contenta di aver sorteggiato questo libro, perché mi ispirava da un po’, e devo dire che non mi ha delusa! L’atmosfera soprattutto mi è piaciuta molto. Mi ha lasciata un po’ insoddisfatta la risoluzione finale, il momento in cui tutti i nodi vengono al pettine, perché mi aspettavo sviluppi più complessi. Ho trovato quella parte un po’ semplice e lineare rispetto al resto del libro, che mi ha entusiasmato di
più. Però una bella lettura, soprattutto perché trasmette benissimo il senso di solitudine e claustrofobia che ci si aspetta viste le circostanze della trama.

Legendary, di Stephanie Garber.
Questo seguito di Caraval mi è piaciuto quanto il libro originale. Il mondo creato dall’autrice è assolutamente affascinante, forse ancora più in questo libro rispetto al primo. Alcuni personaggi, anche, mi hanno colpito di più in questo volume. Manca, a volte, un po’ di consistenza nell’ambientazione: ci sono passaggi in cui vengono aggiunti elementi di punto in bianco, in funzione della trama, senza che si fosse mai accennato a nulla del genere. E devo ammettere che le parti romantiche non mi fanno particolarmente impazzire. Come al solito, del resto. Comunque, un libro che mi è piaciuto, nonostante sia in un momento in cui ho poca voglia di leggere.


Wrap up della librovora Marty

Book Count: 5
Libri letti:

E’ passato molto tempo da quando ho letto “La Fabbrica di Cioccolato”, ma ho comunque trovato anche in questo seguito la stessa atmosfera che ho trovato nel primo. La prima parte mi è sembrata più noiosa della seconda, in cui i nonnini la fanno da padrona e ogni momento si ride più dell’altro.
Un Classico al Mese: Luglio

Learn About Loss, di Cassandra Clare e Kelly Link.
Ormai è inutile che vi faccia l’introduzione di questo mini commento, tanto sapete già di cosa si tratta.
Comunque, se non sapessi che deve arrivare una storia che parla di Valentine e del Circolo, e una storia con i Malec, questa sarebbe sicuramente una candidata perfetta per essere eletta preferita della serie “Ghosts of the Shadow Market”; ma mi riservo di leggerle tutte prima di sceglierne una.
-Partenza un po’ lenta stavolta…
-Ecco Jem… Finalmente!
-Simpatica la ragazza.
-Cominciamo molto male con i feelings… che si fanno sentire minacciosi.
-Tutti questi discorsi su Will che è alla fine della sua vita mi fanno venir voglia di piangere.
-Io non ce la posso fare… Jem… Will… Tessa… Tutti insieme appassionatamente, felici e contenti.
-Yuppie, un altro demone superiore, anche questo è il padre di qualche stregone che conosciamo, per caso?
-No, ma ricordiamo pure a Jem che la sua vecchia vita non esiste più, tanto non fa mica male.
-Odio questo Demone Superiore… peggio di Asmodeus… che è tutto dire.
-Mi correggo… ADORO Emilia!
-O.M.G. O_O
-Ok, ho pianto per un po’... e anche tanto.
-Nooooo… perché è finita!
Inutile dire che ho avuto problemi a mantenere la lucidità nel finale.

In Real Life, di Cory Doctorow e Jen Wang (Illustratrice).
Ho letto questa graphic novel perché ero disperata dalla mia mancanza di tempo e volevo qualcosa di veloce. Non mi aspettavo una storia così carina e profonda, che parla di giochi online, ma anche di altri temi importanti come lavoro minorile, mancanza di cure mediche, malattie sul lavoro e altri. La storia, come tutte le graphic novel purtroppo, è stata veramente breve, anche troppo, nonostante fosse quello che volevo in quel momento. Ma comunque è stata molto d’impatto. Il disegno è favoloso. E’ lo stesso stile di The Prince and the Dressmaker, visto che l'illustratrice è la stessa, ma ho notato in questo romanzo anche più colore, più luminosità, più tutto.

Il labirinto di fuoco, di Rick Riordan.
Di tutto (ma proprio di tutto, eh!) ti aspetti da un libro di Rick Riordan, tranne che ti faccia piangere. Ed è proprio questo che ha fatto, perché sì, ci sono parti in cui la solita allegria di questi romanzi regna sovrana, ma da bravo innovatore e “sbalorditore”, lo zio Rick ci ha stupito anche questa volta, con un colpo di scena che assolutamente non mi aspettavo, e che si è rivelato molto amaro, ma anche realistico, purtroppo.
Anche se ci ho messo quasi un mese per leggerlo, per colpa di impegni vari, questo libro non delude affatto, anzi per quanto amaro, l’ho trovato pieno di speranza. Come dice il detto: “Dopo la tempesta arriva sempre il sole”. E, in questo caso, che tempesta è stata!

Il destino divide, di Veronica Roth.
Dopo circa metà libro posso affermare che mi è piaciuto più il primo. L’autrice non si è certo risparmiata nella descrizione e costruzione dei mondi neanche nel primo libro, ma in questo è tutta un altra storia. In “I predestinati”, la storia è concentrata in una o due location; in questo secondo romanzo i protagonisti viaggiano attraverso mondi nuovi e quindi la descrizione e la costruzione di essi ha molto spazio nel libro, lasciandone poco per le storie e per la crescita dei personaggi. E dire che le parti che mi sono piaciute di più sono proprio i dialoghi. Il libro si è risollevato molto con la conclusione, che risulta un po’ scontata, ma comunque soddisfacente.

Wrap up della librovora Gioneb

Book Count: 6
Libri letti:

Il labirinto degli spiriti, di Carlos Ruiz Zafón.
Mi sono bastate davvero poche pagine per rientrare nella Barcellona di Zafón e per capire quanto mi sia mancata. Come accade nel cimitero dei libri dimenticati, di cui si parla nel primo libro della serie, ho aspettato che fosse il libro stesso a chiamarmi per essere letto e così è stato, proprio il primo giorno di ferie, un giorno di totale relax che ho passato quasi tutto a leggere. In questo ultimo romanzo della serie incontriamo di nuovo quasi tutti i personaggi degli altri libri ed è un po’ come se quest’ultimo legasse insieme tutti i precedenti.
COMMENTO IN CORSO DI LETTURA: Ma anche gli altri libri sono così cruenti? [spoiler] Mancano 100 pagine alla fine del libro e sono morti quasi tutti i personaggi nuovi, e nessuno ha fatto una bella fine. Ho quasi paura a iniziare a leggere queste ultime pagine perché ho paura che succeda qualcosa a Fermin, il personaggio che preferisco; non dovrebbe rischiare, ma non si sa mai. Mi è andata bene, l’ultima parte del libro è un po’ un modo per tirare le fila di tutta la serie, nessun personaggio rischia la vita.

That Inevitable Victorian Thing, di E.K. Johnston.
Ho iniziato a leggere questo libro alla fine di giugno perché avevo finito la TBR e cercavo un romanzo LBGTQIA+ per completare il mese. La settimana in cui ho iniziato questo libro è stata abbastanza stressante e la lettura ne ha risentito, poiché non riuscivo proprio a concentrarmi, non so se per colpa del libro o dello stress. Fatto sta che ho momentaneamente abbandonato la sua lettura per leggere Il labirinto degli spiriti. Visto che non mi piace lasciare le cose in sospeso, una volta finito l'altro libro ho deciso di riprendere questo, ma ha continuato a non prendermi: non succede niente, niente di interessante, almeno. Avrei apprezzato di piú se fosse stata approfondita meglio l’ambientazione, che mi sembrava molto interessante.
Il finale, poi, mi ha ricordato molto quello di Shadow Scale, e nessuno dei due mi è piaciuto; in questo libro però me lo aspettavo già da un po’.

Ho passato più o meno tutta la parte finale del libro a chiedermi perché questo capitolo della serie non mi abbia preso quanto il primo, e una volta arrivata alla fine non ho trovato una risposta. Forse è perchè il tema centrale è la cucina, una materia che non mi interessa per niente. O forse è colpa della protagonista, che non mi è piaciuta molto in questo libro perché è assolutamente uguale al libro precedente.
Reading Challenge: Un autore che hai letto l’anno scorso.

Learn About Loss, di Cassandra Clare e Kelly Link.
Mi è piaciuto tanto il personaggio di Emilia e spero che la rivedremo, lei e Brother Zacharia formano una bella coppia. Come al solito avrei molto altro da dire, ma la Librovora Marty l’ha già detto in maniera più efficace poco fa.

Nascita di una ghostwriter, di Alice Basso.
Questo racconto narra il primo giorno di lavoro di Vani, la protagonista della serie di Alice Basso. La Vani di questo racconto è assolutamente uguale a quella che ho incontrato nei romanzi della saga. Anche se questo è solo un racconto, e quindi tutto sommato non si sente così tanto, non riesco a non notare che questo personaggio non ha molta crescita.

Mary Poppins, di P.L. Travers.
Mary Poppins mi sta proprio antipatica: preferisco quella del film, e, dei vari personaggi che si incontrano durante la storia, me ne sono piaciuti pochi. Il film della Disney riprende solo i primi capitoli del libro, escludendo molti personaggi.
Probabilmente l’ho apprezzato poco perché sono troppo cresciuta, ma ho voluto dargli una possibilità perché il film mi piace davvero tanto.
Un Classico al Mese: Luglio


Nessun commento:

Posta un commento