16 luglio 2018

Gelato Book Tag

Gelato Book Tag

Difficile trovare un book tag più estivo di questo… per tre librovore poco amanti del caldo come noi, il gelato è una delle cose migliori di questa stagione. Abbiamo spulciato in rete, ma non abbiamo trovato un book tag che avesse abbastanza gusti di gelato da soddisfarci; quindi abbiamo deciso di crearne uno noi. Scegliete i vostri gusti preferiti e seguiteci in questo book tag.


Crema: il libro che ti ha fatto scoprire un genere.
Gio: La raccolta di poesie intitolata Reverie, di Erin Hanson. Ho scoperto queste poesie su Pinterest e mi è venuta una gran voglia di leggerne altre; ho anche iniziato una challenge personale di leggere una poesia al giorno, sfruttando un altro libro di poesie, che però è fallita miseramente. Ancora non ho letto il libro in versione integrale, quindi penso che, quando lo comprerò, riproverò a leggerne una al giorno.
Ma: Non penso che sapessi cosa volesse dire leggere e apprezzare veramente un libro prima di aver letto Harry Potter, di J.K. Rowling, che mi ha fatto scoprire il mio genere preferito, il Fantasy.

Mi: Io ho cominciato a scoprire i genere talmente tanto tempo fa che ormai i ricordi sono confusi. L’unico libro che mi viene in mente è La figlia della luna, di Margaret Mahy, che all’epoca mi fece innamorare di tutto il filone del soprannaturale legato alle streghe.

Cioccolato: un libro che consiglieresti a chiunque
Gio: L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafón. Credo sia un libro che può apprezzare qualsiasi amante dei libri, anche solo per visitare almeno una volta nella vita il Cimitero dei Libri Dimenticati. Librovori più “grammaticati” di me dicono che l’editing di questo libro è orribile, ma io, dall’alto della mia ignoranza, non me ne sono accorta e l’ho adorato comunque.

Ma: Simon vs. the Homosapiens Agenda, di Becky Albertalli.
Io ho letteralmente consigliato questo libro a chiunque mi capitasse a tiro, insistendo pure tanto. Come lettura è molto leggera e divertente, ma affronta anche temi importanti, sempre con leggerezza.

Mi: La canzone di Achille, di Madeline Miller. Anche se sono sicura che la mitologia classica non sia il genere di molte persone (ma è totalmente il mio), penso che questo libro possa assolutamente piacere a chi di solito evita queste cose come la peste. La storia non ha bisogno di conoscenze pregresse per essere apprezzata completamente; ma anche gli appassionati del genere penso possano trovare questo libro molto accurato.

Nocciola affogato al caffè: un libro con più di un autore
Gio: Honor Among Thieves, di Rachel Caine e Ann Aguirre. Credo sia l’ultimo in ordine di tempo che ho letto con più di un autore. Mi sono accorta che non ce ne sono molti in giro, escludendo, ovviamente, le raccolte di racconti.

Ma: Illuminae, di Amie Kaufman e Jay Kristoff. Questa io la chiamerei la collaborazione più riuscita del secolo. Questi due autori hanno creato una storia bellissima in un formato che che ti fa venir voglia di andare avanti per sapere cos’altro si sono inventati.

Mi: My Lady Jane, di Cynthia Hand, Brodi Ashton e Jodi Meadows. Le tre signore si sono associate per creare una meraviglia di libro, originalissimo e divertente come pochi. Senza dubbio una collaborazione ben riuscita!

Fiordilatte: un libro con una trama banale
Gio: La nuova dinastia, della classe vincitrice del concorso… ah, no, ufficialmente è di Silvana De Mari (sì, come no... - Librovora Marty). La trama banale non è il suo difetto peggiore, ma rientra nel problema principale che ho avuto con questo libro (per approfondire potete leggere qui la recensione): per essere stato scritto da una classe della scuola primaria ci sta che sia banale, ma l’autrice risulta Silvana De Mari.

Ma: When Dimple Met Rishi, di Sandhya Menon. Non so esattamente cosa non mi ha conquistato di questo libro. Forse semplicemente mi era stato presentato sotto un’altra luce, con temi trattati più interessanti. E invece si è rivelata essere la solito storiella d’amore tra due personaggi che non mi sono stati simpatici nemmeno mezzo secondo.

Mi: Queens of Geek, di Jen Wilde. Forse è anche che ormai ho letto altri libri del genere e che quindi l’ambientazione Comiconesca non è più una novità per me, ma in questo libro ho trovato poco di originale. Alcune parti sono più interessanti, ma alla fine quello che resta della trama è una serie di storie d’amore banalotte tra adolescenti ostacolate da vari espedienti non particolarmente brillanti.
Stracciatella: un libro di cui ti sono piaciuti i dettagli
Gio: Qui non ho avuto dubbi nella scelta del libro, perché proprio nel wrap-up del mese scorso ho detto che Peter Darling, di Austin Chant, ha tanti dettagli che mi sono piaciuti molto, ma in sé il libro non mi ha detto più di tanto.
Ma: Every Heart a Doorway, di Seanan McGuire. Ho veramente adorato quando nella storia i personaggi si mettono a parlare dei vari mondi che i ragazzi hanno esplorato, e dei vari allineamenti di essi. Vorrei tanto una specie di antologia in cui l’autrice parla solo dei mondi visitabili.

Mi: The Potion Diaries, di Amy Award. Ho già detto in varie sedi come l’ambientazione di questi libri sia il loro punto di forza: ogni dettaglio mi ha divertito o incuriosito, e la qualità di questi libri si vede proprio nelle piccole perle che regalano in varie parti della storia.

Caffè: una noia mortale
Gio: Poesie, di Oscar Wilde. Ci ho provato per ben 48 giorni a leggere una poesia ogni sera prima di andare a dormire, ma già da subito ho pensato “ma chi me l’ha fatto fare?”, e infatti ad un certo punto ho smesso.
Ma: Little Women, di Louisa May Alcott. Sarebbe stato meglio se questo libro lo avessi letto da piccola, l’avrei apprezzato di più. La storia è molto statica e non mi ha preso per niente. E non mi sono neanche affezionata particolarmente alle protagoniste.
Mi: The Weight of Ink, di Rachel Kadish. Un libro che proprio non mi è piaciuto nonostante avesse tutte le carte in regola per farmi innamorare. Non mi ha detto nulla di nuovo e nessuna delle tante ambientazioni di questo libro era evocativa. La trama può avere qualche qualità, ma sinceramente ho letto manuali di storia più appassionanti.

Yogurt: un clichè che hai letto in mille salse
Gio: La piccola libreria di Venezia, Cinzia Giorgio. Questo è l’ultimo dei libri che ho letto che hanno più o meno sempre la stessa trama: una donna che eredita un negozio (o è lei stessa ad aprirlo) e che con la sua inventiva e il lavoro sodo lo fa rinascere e allo stesso tempo rimette in sesto la propria vita. Ovviamente il tutto condito con una storia d’amore più o meno rilevante. Questo tipo di romanzi rosa è quello che ogni tanto mi leggo quando voglio qualcosa di leggero e scorrevole.

Ma: Geekerella, di Ashley Poston. Cenerentola? Ce l’ho. Mulan? Ce l’ho. Peter Pan? Idem. E Anastasia? Ho anche quello! Ma quindi qual è un fairytales retelling che non ho letto? Al momento non me ne viene in mente nessuno… forse mi piacerebbe leggere un’altra versione della Sirenetta o di Robin Hood. Per non parlare poi dei retelling di romanzi o film… anche quelli mi incuriosiscono molto.

Mi: The love interest, di Cale Dietrich. E’ proprio un libro basato sul cliché, in particolare quello del tipico triangolo amoroso nei libri YA. Gioca molto su questo fatto e proprio per questo mi ha divertito, oltre a darmi una prospettiva che non mi permetterà di vedere mai più questo cliché allo stesso modo.

Pistacchio: un libro con la copertina verde
Gio: Fangirl, di Rainbow Rowell. Perché ho scelto questo libro? Perché è il primo con la copertina verde che mi è venuto in mente. Semplice, no?

Ma: The Master Magician, di Charlie N. Holmberg. Beh, la copertina è verde (circa), e il libro è bello in sé ed è una conclusione degna della serie, quindi ho scelto questo.

Mi: Not your villain, di C.B. Lee. Ho confrontato accuratamente tutte le copertine dei libri letti negli ultimi tempi, e questa è senza dubbio la più verde.

Limone: un libro con un finale amaro
Gio: Shadow Scale, di Rachel Hartman. Non mi sono mai piaciuti i cibi amari e evito sempre il gelato al limone se posso, quindi per questa domanda ho scelto un libro il cui finale non mi è proprio piaciuto per niente, anzi, ha rovinato tutto il  libro, che di per sé non era un granché.

Ma: Lord of Shadows, di Cassandra Clare. Diciamo che più che amaro, il finale di questo libro è un immenso colossale W-T-F!
Perché dopo averlo letto passi dalla negazione, all’accettazione e infine alla depressione. E poi c’è l’attesa per il seguito, che piano piano sta arrivando.

Mi: If you dare, di A.R. Torre. Il finale del libro non è amaro in sé (a meno che non vogliate necessariamente il “vissero per sempre felici e contenti”), ma il messaggio di fondo alla fine lo è davvero.

Fragola: un classico adatto anche ai bambini
Gio: Il piccolo principe, di Antoine De Saint-Exupèry. Credo che mi sia venuto in mente subito questo libro perché proprio qualche giorno fa ho guardato la versione cartone animato insieme a mia cugina di quattro anni.

Ma: Il mago di Oz, di L.Frank Baum. Pensavo fosse uno di quei classici super noiosi, e super difficili per il linguaggio, invece l’ho letto molto velocemente e senza troppe complicazioni. Quindi sì, è molto adatto anche ai bambini.

Mi: Il giardino segreto, di Frances Hodgson Burnett. Non solo per la storia, che è adorabile, ma anche perché, leggendolo da adulta, ho trovato questo libro molto semplice sia come linguaggio che come concetti. Si vede che è scritto perché un bambino possa leggerlo ed apprezzarlo da solo.

Puffo: un libro con un personaggio così cattivo che mangerebbe anche i puffi
Gio: Fullmetal Alchemist, di Hiromu Arakawa. Uno dei personaggi di questo manga si chiama Gluttony e rappresenta il peccato capitale della gola, quindi me lo immagino proprio a inseguire i puffi per farsi uno spuntino veloce.

Ma: La fattoria degli animali, di George Orwell. Sono piuttosto sicura che ad un certo punto il maiale cattivo della storia mangi carne umana, quindi non avrebbe problemi a ingerire anche degli strani ometti blu.

Mi: Il silenzio degli innocenti, di Thomas Harris. Non credo che i puffi sarebbero neanche la cosa più strana sul suo menù ideale, ma di sicuro il Dottor Hannibal Lecter apprezzerebbe l’opportunità di provare un piatto così interessante.

Tiramisu: un autore per i momenti giù
Gio: Jasper Fforde. I suoi libri sono divertenti e leggerli mi mette sempre di buon umore.

Ma: Charlie N. Holmberg. I suoi romanzi sono proprio semplici, veloci e divertenti.

Mi: Rainbow Rowell. Al momento ho finito tutti i suoi libri, quindi non so proprio a chi mi rivolgerò la prossima volta che avrò bisogno di leggere qualcosa che mi tiri su il morale!

Zuppa Inglese: un libro non adatto ai minori
Gio: Il conto cifrato, di Christopher Reich. Ho letto questo libro quando ero troppo piccola per leggerlo, perché ci sono state scene violente che ho fatto davvero fatica a leggere.

Ma: This Savage Song, di Victoria Schwab. Non so come questo libro possa essere considerato un YA, visto la quantità di splatter che contiene.

Mi: Saga, di Brian K. Vaughan, illustrato da Fiona Staples. Per quanto questa graphic novel sia bella e per quanto io la consigli, la prima immagine è un primo piano di un parto in corso. Decisamente non adatta ai minori!

Zenzero e Cannella: un libro legato all’asia
Gio: La maga delle spezie, di Chitra Banerjee Divakaruni. Questo libro gira attorno a Tilo, la proprietaria di un negozio dove si vendono ogni tipo di spezie provenienti dall’India.


Ma: Flame in the Mist, di Renée Ahdieh. La cosa che mi ha colpito di più di questa serie è sicuramente l’ambientazione, che ricorda e rende omaggio al Giappone feudale. L’atmosfera è quasi un personaggio di questo libro, che rende la storia molto magica.

Mi: Shogun, di James Clavell. Il primo libro che mi ha fatto innamorare del Giappone quando ero una ragazzina, e ancora oggi probabilmente il più bello che ho letto con un’ambientazione asiatica.

Nutella: una serie che crea dipendenza
Gio: Thursday Next. Da quando ho letto il primo della serie ho deciso di leggerla tutta entro la fine dell’anno, e più o meno sto andando avanti a un libro al mese.
 
Ma: Shadowhunters, di Cassandra Clare. Questa serie è composta da una marea di libri, e penso di averli letti a tempo di record. E tutte le volte è un’agonia attendere il libro successivo (specialmente se quello prima è finito in modo orribile). Quindi sì, dipendenza all’ennesima potenza.

Mi: The Great Library Series, di Rachel Caine. L’ho consigliata a chiunque, l’ho riletta a meno di un anno dalla prima lettura in preparazione dell’uscita del quarto libro e sinceramente dal momento in cui l’ho finita sto avendo poco entusiasmo per altri libri, perché vorrei tornare a leggere quella di nuovo… insomma, dà dipendenza. Terribilmente.

A.C.E.: un libro con un triangolo amoroso
Gio: The Infernal Devices, di Cassandra Clare. Di solito non mi piacciono i triangoli amorosi, ma in questo caso il rapporto tra i protagonisti è una delle cose più interessanti della storia.
Ma: The Selection, di Kiera Cass. Non sono una fan dei triangoli amorosi. Se poi la protagonista ci mette tre libri a scegliere uno dei due ragazzi, come in questo, proprio non ci siamo. Ma tutto il contorno di questa serie mi è piaciuto molto, ed almeno ha compensato un po’, e la serie, in generale, è molto carina.

Mi: That inevitable victorian thing, di E.K. Johnston. Mi viene in mente questo perché la sua risoluzione finale mi è piaciuta molto. E anche perché è un libro che mi ha colpito un po’ a sorpresa, quindi mi viene spesso in mente!

Liquirizia: un libro con la copertina nera
Gio: Unnatural creatures, di Neil Gaiman. Ha la copertina nera, o meglio lo sfondo è nero, anche se sopra ci sono dei disegni e le scritte occupano molto dello spazio. Forse non è il più adatto come risposta, ma la copertina è bellissima, quindi la tengo.

Ma: If we were villans, di M.L. Rio. Io ho una versione del libro la cui copertina è ancora più nera di questa, con anche il bordo delle pagine nero. Mi piacciono tutte e due le versioni.

Mi: The night circus, di Erin Morgenstern. Qualsiasi copertina di quel libro io abbia visto è nera con dettagli bianchi, e sono una più bella dell’altra. In effetti l’ho notato la prima volta proprio per la copertina e me ne sono innamorata molto prima di leggere il libro.

Cocco: un libro per la spiaggia
Gio: Quando vado in spiaggia, cosa che accade davvero poco, ho voglia di qualcosa veloce e leggero da leggere, un romanzo come Superior, di Jessica Lack.

Ma: Questo non è un romanzo fantasy, di Roberto Gerilli. Scelgo questo perché, quando sono in spiaggia in mezzo ad una caldo afoso, penso già al fresco, a fine Ottobre e al Lucca Comix. Sì lo so, sono strana.

Mi: I draghi del crepuscolo d’autunno, di Margaret Weiss e Tracy Hickman. Questo libro, e tutto il resto della serie, erano quelli che mi portavo in spiaggia quando ero costretta a starci a causa della vacanze di famiglia. Non sono proprio letture da ombrellone, penso, ma per me erano l’unico modo per sopportare la sofferenza che mi ha sempre provocato la spiaggia. E comunque penso che le mie copie abbiano ancora della sabbia tra le pagine.

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