14 novembre 2021

Covers Vs Cover: Novembre 2021

 

Covers Vs Cover: Novembre 2021


Dopo un mese di stop, torna questa rubrica. Perché ci siamo fermate? Principalmente perché non ci veniva in mente niente di interessante da scrivere come introduzione… 

No, scherziamo. Non è facile trovare sempre un buon numero di copertine con cui giocare, ma non escludiamo in futuro di proporre delle gare con una modalità diversa. 



Made of Stars, di Kelley York.

Gi: Non c’è gara, la prima è molto più bella. La seconda è troppo rosa e monocolore.

Ma: Mi dovete anche far commentare una copertina rosa contro una copertina blu? Non c’è gara.

Mi: Se avessi visto la seconda cover, mi sarei tenuta alla larga dal libro. La prima, invece, mi piace un bel po’, e menomale: anche il libro mi è piaciuto molto!


Anything but Typical, di Nora Raleigh Baskin.

Gi: Mi piace molto di più la prima. Mi ispira di più il libro.

Ma: Anche a me piace di più la prima, specialmente per i ghirigori sulla copertina.

Mi: Concordo con le mie colleghe: ho notato anche questo libro proprio per la copertina, e in particolare per i motivi che mi ricordano i disegni che facevo a scuola sui bordi dei fogli!


Suggested Reading, di David Collins.

Gi: In questo caso mi piacciono tutte e due. Forse preferisco la seconda… ogni tanto i francesi ci prendono!

Ma: Mi piace più la prima. Nella seconda un po’ mi inquieta quella mano… noto solo quella, ruba la scena anche perché non mi sembra disegnata benissimo.

Mi: Non mi dispiace la seconda, ma mi piace molto come la prima sia super essenziale, senza dettagli e senza raffigurazioni complesse.


The Lost Apothecary, di Sarah Penner.

Gi: Io non so scegliere quale mi piace di più delle due. Hanno entrambe dei lati positivi e nessun aspetto veramente negativo, per cui faccio fatica a scegliere. Se fossi obbligata, farei vincere la prima solo perché è quella con cui ho scoperto il libro.

Ma: Nonostante sia lo stesso libro, il concetto mi sembra diverso tra le due copertine. La prima sembra un quadro, la seconda una foto ritoccata; mi fanno pensare a due libri diversi.

Mi: In realtà preferisco ancora la prima, soprattutto per i colori. Ma mi piace molto anche la seconda, soprattutto il dettaglio dello scarabeo… che ha anche a che fare con la trama!


The Maiden Thief, di Melissa Marr.

Gi: Non c’è dubbio, la prima è molto più bella e originale. La seconda non dice niente della storia, e non si capisce neanche che si tratta di un retelling di Barbablù.

Ma: La seconda mi ricorda uno di quei libri che vengono tradotti in italiano con copertine orribili. La prima invece è molto bella… il disegno della vetrata è incredibile.

Mi: Non c’è gara. A parte il fatto che Rovina Cai è talmente una delle mie illustratrici preferite che ho riconosciuto la sua mano nella copertina, la prima versione è una delle cover più belle che io abbia mai visto, nonostante il font sia molto base.


Le ricette della signora Toku, di Durian Sukegawa.

Gi: Nonostante lo stile di disegno molto simile, la seconda copertina è molto più accattivante perché ha uno sfondo.

Ma: Mi piace di più la seconda. Non mi piace molto lo sfondo di quella italiana. Almeno l’immagine della seconda è un’immagine completa.

Mi: Concordo. La copertina italiana è troppo vuota e anche i personaggi si perdono. Inoltre l’Einaudi dovrebbe perdere il viziaccio di fare tutti i titoli uguali. Non si può vedere.


Novecento, di Alessandro Baricco.

Gi: Sono abbastanza diverse, come copertine, quindi faccio fatica a scegliere la migliore, perché l’immagine della seconda mi piace molto, però c’è tutto il contorno che rovina la cover nella sua totalità.

Ma: A parte che mi sono affezionata alla prima copertina, perché il libro me l’hanno regalato così, ho scelto di proporre la seconda perché mi piace l’immagine. Peccato non ci sia solo quella: il bordo è da dimenticare.

Mi: Noto con piacere che anche la Feltrinelli ama usare sempre lo stesso stile e font per titolo e autore. Nonostante questo, la prima vince a mani basse, sia perché mi piace il disegno, sia perché ha il buongusto di non mettere nessuno fuori dalla nave… visto il senso del libro. E non fatemi parlare della bordatura e del manifesto funebre che gli spagnoli hanno preso per uno stile adatto ad un titolo.


Mai Più, di R.J. Palacio.

Gi: Mi piace molto di più la seconda copertina. E’ molto semplice, ma mi ha colpito subito. L’altra mi dice molto meno.

Ma: Nessuna delle due mi fa impazzire, ma devo dire che anche a me piace più la seconda. E’ più brillante.

Mi: Anch’io preferisco la seconda. Per altro mi sembra sia più in linea con il resto della serie, proprio perché è più semplice e meno descrittiva.


Of Fire and Stars, di  Audrey Coulthurst.

Gi: A prima vista mi piacciono tutte e due, però, guardando meglio la seconda, la corona sembra molto photoshoppata, ma non perfettamente photoshoppata… c’è qualcosa che non torna, ma in tutta la copertina, in realtà. Invece la prima è molto più originale e fatta meglio.

Ma: La seconda mi ha dato un attimo di Games of Thrones vibes… però mi piace più la prima, in particolare il titolo, e non riesco ad andare oltre a quanto mi piaccia.

Mi: Non c’è gara: la prima è bellissima. Mi ha colpito questo libro proprio per la cover, soprattutto per la scelta dei colori, completamente cambiata nella seconda. Concordo con le mie colleghe sulla seconda cover: imprecisa come realizzazione e anche le vibes non sono quelle giuste.



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