18 maggio 2019

Recensione della Trilogia delle Gemme, di Kerstin Gier

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Recensione della Trilogia delle Gemme, di Kerstin Gier
Titolo: Trilogia delle Gemme
(Serie composta dai libri Red, Blue e Green)
Autore: Kerstin Gier
Editore: Corbaccio
Lingua: Italiano
Genere: Fantasy
Trigger:
Note: Entrambe abbiamo letto questa serie parecchio tempo fa, quindi non siamo proprio sicure di ricordarci con precisione tutti i dettagli. Nonostante sia passato parecchio tempo, ancora parliamo di questa trilogia, il che è un bel segno.


Sinossi: [Sinossi di Red, primo libro della serie] Per l'amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all'altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata.
La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l'aiuto dell'inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all'altezza del nome dei Montrose. E poi c'è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l'umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante... Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto.
Per nulla al mondo...


Letto da: Gioneb, Marty
Recensito da: Gioneb, Marty
Commento:

Q&A

1) Cosa vi ha convinto a leggere questi libri?
La Librovora Marty è stata convinta dalla Librovora Gioneb, che la ha parlato di Londra e viaggi nel tempo… è bastato. La Librovora Gioneb lo ha preso un po’ per caso in biblioteca, attirata dall’idea dei viaggi nel tempo e dell’ambientazione londinese… insomma, è chiaro qual è stata la scintilla.

2) Valeva la pena leggerli?
Diremmo di sì. La storia è affascinante, sia la parte dei viaggi nel tempo, sia tutta la parte che riguarda la storia della Loggia di viaggiatori nel tempo di cui fa parte la protagonista.

3) Qual è il punto di forza di questi libri?
La trama, a partire dal modo in cui si sviluppa nell’arco dei tre libri, che inizia con una missione apparentemente lineare e prosegue con una storia sempre più complessa. La trama è ricca di colpi di scena che non saranno forse originalissimi, ma stanno benissimo nella storia e che ci hanno colpito anche quando li abbiamo visti arrivare.
E anche dove il ritmo rallentava e i libri sarebbero potuti diventare un po’ piatti, c’erano i personaggi, in particolare un certo fantasma, a tirare su il morale e mantenere interessante la lettura.

4) E invece, il punto debole di questi libri?
La storia romantica è un po’ banale e le scene sdolcinate, anche se non sono orribili, sono un po’ scontate. Incluso l’immancabile finale.

5) Qual è il vostro personaggio preferito?
Il fantasma, James. E’ quello che nominiamo ogni tre per due quando ci troviamo a parlare della serie.

6) Leggereste ancora un libro dello stesso autore?
Entrambe abbiamo in mente di leggere ancora questa autrice, da un bel pezzo, per altro. Perché non lo abbiamo ancora fatto? Non c’è una vera risposta, a parte la lunghezza delle nostre TBR.

7) A chi consigliate questa serie?
Se vi piacciono i viaggi nel tempo e le famiglie complicate, questa potrebbe essere la serie per voi.

8) Per quale casa di Hogwarts è adatta?

Bella domanda. Andiamo per esclusione: non Corvonero, perché nessun personaggio spicca per le sue brillanti deduzioni, anzi: vanno un po’ a tentoni. Tassorosso? Non c’è nessuno che dia l’impressione di appartenere neanche a questa casa, almeno non primariamente. Potrebbe andare a Grifondoro, perché c’è qualche azione eroica da parte della protagonista, anche se non particolarmente brillante; ma probabilmente, proprio per l’atmosfera e per come la trama si evolve, la casa adatta a questa serie è Serpeverde.

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