16 gennaio 2020

Anno Librovoro Book Tag

Anno Librovoro Book Tag

Siamo ormai a metà gennaio, ma è solo con questo book tag che concludiamo ufficialmente il nostro riepilogo librovoro del 2019. Durante tutto l’anno, infatti, abbiamo annotato per ogni mese quali sono state le cose più eclatanti e significative che ci sono successe; poi ci siamo ispirate a questi eventi per trovare le domande del book tag. Cosa abbiamo fatto quest’anno, a parte leggere? Venite a scoprirlo.


In Gennaio siamo andate a vedere il Rocky Horror Picture show: Un libro scandaloso. 

Gio: The Seven Sister, di Neil Gaiman. Capisco che Gaiman ha mille impegni, ma è uno scandalo annunciare un libro, per di più un seguito, con tanto di data prevista e poi… non parlarne più. 
[Copertina non disponibile]

Ma: Sharp Objects, di Gillian Flynn. Molti lo considerano uno dei libri più belli mai letti. Io l’ho trovato invece piuttosto banale e macabro.

Mi: All the Ugly and Wonderful Things, di Bryn Greenwood. L’argomento è sicuramente scandaloso, ma oggettivamente il libro è bellissimo. 

In Febbraio, una alla volta, siamo state un po’ tutte raffreddate: Un libro ambientato in un posto molto freddo.

Gio: Wolf’s Rain, di Keiko Nobumoto.
L’ambientazione di questo manga è abbastanza vaga, ma uno degli elementi principali è la neve, e mi ricordo molte scene in cui nevica o in cui i personaggi hanno vestiti pesanti.

Ma: And the Ocean Was Our Sky, di Patrick Ness. Il fondo dell’oceano è un posto parecchio freddo, vero? Bene, perché è proprio qui che si svolge questo libro, le cui protagoniste sono delle balene.

Mi: Avevano spento anche la Luna, di Ruta Sepetys. L’inverno in Siberia rende bene l’idea del freddo, che in certi passaggi di questo libro è senza dubbio il nemico a tutti gli effetti.

In Marzo siamo state al Firenze Fantasy nella sua prima edizione: un libro di debutto.

Gio: The Binding, di Bridget Collins. Uno dei migliori libri di debutto che ho letto. 

Ma: Red, White and Royal Blue, di Casey Mcquiston. Non mi aspettavo molto da questo libro, invece si è rivelato una bella sorpresa.

Mi: The Fever King, di Victoria Lee. Anche mentre leggevo il libro, mi meravigliavo di come una storia così complessa e articolata presagisse un’autrice capace di grandissime cose.

Ma tutti in Aprile devono nascere? Troppi compleanni: un libro con una o più feste.

Gio: In Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen, ci sono molte feste e molte scene famose ruotano attorno ad esse.

Ma: Release, di Patrick Ness. Il libro si svolge durante un giorno in cui i protagonisti non fanno altro che parlare della festa che si svolgerà quella sera. Proprio nella scena di questa festa ci saranno parecchie rivelazioni importanti.

Mi: Last Bus to Everland, di Sophie Cameron. Everland è un mondo parallelo dove la festa è continua. Mi è piaciuto questo aspetto, a partire dal racconto di come i personaggi si preparano alla serata esprimendo se stessi con costumi stravaganti ed elaborati.

In Maggio siamo andate a vedere Detective Pikachu: un libro che aspettavi con ansia.

Gio: Wayward Son, di Rainbow Rowell. Non vedevo l’ora di ritrovare i personaggi di Carry On, soprattutto Baz e Simon.

Ma: Capturing the Devil, di Kerri Maniscalco. Credo sia normale aspettare con ansia il finale di una serie che mi è piaciuta moltissimo, e che non ha deluso le aspettative.

Mi: Sword and Pen, di Rachel Caine. Penso che l’avessero capito anche i muri… 

In Giugno siamo morte di caldo a Firenze, ma abbiamo anche, per la prima volta, visitato gli Uffizi: un libro che valeva la pena leggere nonostante ti sia costato fatica. 

Gio: The Help, di Kathryn Stockett. Ho iniziato il libro più volte. Quando ho iniziato a leggerlo l’ultima volta mi sono sforzata un po’ di più e, una volta passato lo scoglio iniziale, ne è valsa la pena.

Ma: La città dei libri sognanti, di Walter Moers. Leggere questo libro è stata una fatica immensa. Non per il libro stesso, ma perché nel mentre stavo leggendo anche quello del club di lettura, che si è rivelato essere una delusione totale. Alla fine ho rallentato molto la lettura di tutto e ci ho messo ben due mesi per finire questo libro. Ma posso dire che l’ho fatto volentieri.

Mi: The Reckless Oath We Made, di Bryn Greenwood. La fatica è stata causata dal fatto che uno dei personaggi, che è anche uno dei punti di vista della storia, si esprime come un nobile cavaliere medievale, rendendo il linguaggio una vera sfida. Ma questo libro vale tutta la fatica.

A Luglio ha fatto tanto, tanto caldo: un libro che bruceresti nelle fiamme del camino… o che lasceresti su un marciapiede assolato in estate.

Gio: Leggere è una faccenda da gatti, di Alex Howard. Non avevo molte aspettative per questa lettura, ma questo libro ha deluso anche quelle. Ho finito il libro solo perché è corto e mi serviva per il readathon di Agosto. 

Ma: Il risveglio di Fenrir, di Paolo Vallerga. Avete presente il libro del club di lettura citato sopra? Quello che mi ha bloccato la lettura di tutti gli altri? Ecco, il libro incriminato è questo qui… 

Mi: Final Draft, di Riley Redgate. Lo abbandonerei volentieri sul bordo della strada, onestamente.

In Agosto abbiamo preso in nostro diploma a Hogwarts con il Magical Readathon: un libro adatto alla carriera che hai scelto.

Gio: Quest’anno ho letto alcuni libri sulla mente umana e andrebbero tutti bene per la carriera che ho scelto, Mind Medic. Ma, con una carriera del genere, mi sembra più giusto scegliere un romanzo per rilassarsi: The Wicker King, di K. Ancrum, che ha tutti gli elementi che possono piacere a un Mind Medic.

Ma: These Rebel Waves, di Sara Raasch. Ad Agosto ho scelto la carriera di Funzionario del Ministero nel Dipartimento per la Cooperazione Magica Internazionale, e trovo che questo libro sia adatto per la mia carriera, perché le due nazioni protagoniste cercano spesso di trovare accordi politici ed economici usando la diplomazia.

Mi: La trilogia di Mistborn, di Brandon Sanderson. La carriera che avevo scelto era quella di Metal Charmer, e devo dire che mi aveva ispirato proprio il sistema magico di questa serie, quando l’ho scelta. La magia in questo mondo, infatti, è tutta basata sull’uso dei metalli.

In Settembre abbiamo passato un sacco di tempo a leggere, visto che sono uscite le conclusioni di moltissime serie che aspettavamo con ansia: il libro che conclude perfettamente la sua serie.

Gio: Obsidio, di Jay Kristoff e Amie Kauffman. Una delle cose che mi è piaciuta di più di questo libro è proprio che ha tutti gli elementi giusti che deve avere un finale.

Ma: The Toll, di Neal Shusterman. Ho adorato questo ultimo libro della trilogia, e penso che non lasci niente in sospeso e chiuda tutto in modo soddisfacente.

Mi: The Dire King, di William Ritter. Questa serie mi è piaciuta e, anche se non è la mia preferita di sempre, è un ottimo esempio di conclusione che lascia in bocca il buon sapore di una storia perfettamente completa e ben studiata.

In Ottobre abbiamo passato praticamente un mese a preparaci per il Lucca Comics: un libro che ti porteresti in viaggio.

Gio: Mi sono resa conto di leggere pochissimo mentre sono in viaggio, quindi mi porterei qualcosa da leggere a spizzichi e bocconi, tipo Vita su un pianeta nervoso, di Matt Haig, dove i capitoli sono di massimo tre pagine.

Ma: Un anno senza te, di Luca Vanzella e Giopota (Illustratore). Me lo porterei in viaggio perché è corto e perché è molto dolce e potrei rivedere quando voglio i conigli che cadono dal cielo come neve.

Mi: The Wicker King, di K. Ancrum. Forse perché non lo citavo da un po’, e avevo bisogno di tirarlo fuori? In questo momento avrei voglia di rileggerlo, e una rilettura è una buona idea per un viaggio, visto che spesso la nostra concentrazione in trasferta non è altissima, e una storia familiare aiuta.

In Novembre siamo tornate alla nostra routine quotidiana: un libro che ti è piaciuto, ma non rileggeresti. 

Gio: Recursion, di Blake Crouch. Dalla trama sembra uno di quei libri che devi assolutamente rileggere dopo averlo concluso, perché il finale ti da spiegazioni che non avresti mai immaginato e vuoi vedere se saresti potuto arrivarci da solo. Questo lo sembra solo, in realtà, e non credo che apprezzerei di più il libro con una seconda lettura. 

Ma: The Humans, di Matt Haig. A prescindere cerco di non rileggere i libri, a parte alcune eccezioni, ma se dovessi scegliere un libro specifico che non rileggerei, a sentimento, sceglierei questo, anche se è molto divertente e scorrevole.

Mi: Red, White and Royal Blue, di Casey McQuiston. Il libro è carino, non c’è che dire; ma, conoscendo già come si svolgerà la storia, non credo che avrei voglia di passare altro tempo a leggere di personaggi che si fanno gli occhi dolci… diciamo che più che sulla qualità del libro, questa è una considerazione sulla mia allergia al romanticismo.

In Dicembre abbiamo cenato spesso con gli amici: un libro con una famiglia di amici. 

Gio: Un caso speciale per la ghostwriter, di Alice Basso. In questo ultimo libro della serie si nota molto come attorno a Vani si sia creata una grande famiglia di amici, anche se a lei è servito tanto tempo per capirlo.

Ma: Sword and Pen, di Rachel Caine. Sono certa che in qualche punto del libro anche gli stessi personaggi dicano di essere una famiglia. Non vedo perché contraddirli… tanto lo penso anche io.

Mi: The Weight of the Stars, di K. Ancrum. E’ la cosa più bella di questo libro, probabilmente, e quella che mi ha fatto ripensare a questa storia spesso dopo averlo finito.

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