21 febbraio 2019

Recensione di Enchantée, di Gita Trelease

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Recensione di Enchantée, di Gita Trelease
Titolo: Enchantée
Autore: Gita Trelease
Editore: Flatiron (inglese)
Lingua: Solo inglese, al momento
Genere: Fantasy, Historical
Trigger: Sangue e violenza, ma meno di quanto se ne trovi in genere nel fantasy medio; depressione; dipendenza da gioco.
Note: Nel testo ci sono moltissime parole in francese. Non penso sia necessario conoscere la lingua per leggere il libro, ma consiglio di tenere a portata di mano il glossario presente alla fine del libro.



Sinossi: Paris in 1789 is a labyrinth of twisted streets, filled with beggars, thieves, revolutionaries—and magicians...  When smallpox kills her parents, Camille Durbonne must find a way to provide for her frail, naive sister while managing her volatile brother. Relying on petty magic—la magie ordinaire—Camille painstakingly transforms scraps of metal into money to buy the food and medicine they need. But when the coins won’t hold their shape and her brother disappears with the family’s savings, Camille must pursue a richer, more dangerous mark: the glittering court of Louis XVI and Marie Antoinette.  With dark magic forbidden by her mother, Camille transforms herself into the ‘Baroness de la Fontaine’ and is swept up into life at the Palace of Versailles, where aristocrats both fear and hunger for la magie. There, she gambles at cards, desperate to have enough to keep herself and her sister safe. Yet the longer she stays at court, the more difficult it becomes to reconcile her resentment of the nobles with the enchantments of Versailles. And when she returns to Paris, Camille meets a handsome young balloonist—who dares her to hope that love and liberty may both be possible.  But la magie has its costs. And when Camille loses control of her secrets, the game she's playing turns deadly. Then revolution erupts, and she must choose—love or loyalty, democracy or aristocracy, freedom or magic—before Paris burns…


Letto da: miki_tr
Recensito da: miki_tr
Commento:
Prima di rispondere alle domande della recensione, devo specificare una cosa: nel commento qui sopra, vedete il palloncino? Ecco, immaginate che sia una mongolfiera. Non c’è un’icona mongolfiera, e la cosa mi indigna. Ho dovuto ripiegare, perché la mongolfiera è un elemento centrale della trama di questo libro.

Q&A


1) Cosa ti ha convinto a leggere questo libro?
Principalmente una passione di vecchia data per la storia della Rivoluzione Francese. Ho visto il libro su Goodreads spulciando una delle liste delle uscite in programma per l’inizio del 2019 e ho deciso di iniziare il conto alla rovescia per la sua uscita. Non è un periodo storico in cui sono ambientati molti libri, in generale, quindi non potevo lasciarmelo sfuggire.

2) Valeva la pena leggerlo?
Sì. Non è un capolavoro, ma mi è piaciuto molto e l’ambientazione, come speravo, è molto ben curata, quindi ha appagato la mia voglia di leggere qualcosa ambientato in questo periodo storico.

3) Qual è il punto di forza di questo libro?
L’ambientazione mi è piaciuta molto, come dicevo sopra, e anche il sistema magico mi ha convinto: l’ho trovato ben integrato con la trama e allo stesso tempo con l’atmosfera della Francia di fine ‘700. Un altro aspetto che ho molto apprezzato è il tema centrale del libro, che non mi aspettavo. Enchantée parla di un problema molto attuale e molto ignorato dalla letteratura: quello della dipendenza da gioco. Mi è piaciuto moltissimo come il libro metta in guardia dal pericolo di questa dipendenza senza però demonizzare chi ne soffre. E’ una morale presentata in modo sottile e convincente, e mi ha conquistato.

4) E invece, il punto debole di questo libro?
Di primo acchito avevo valutato la trama un po’ semplicistica, ma forse il problema non è esattamente nella trama: forse sono i personaggi ad avere motivazioni un po’ troppo scontate, per la maggior parte. O forse è una combinazione delle due cose: manca un po’ di profondità. Tutto è fatto bene, ma tutto poteva avere qualche sfacettatura in più. Non è un difetto che si senta particolarmente leggendo il libro, che è comunque molto divertente, ma a mente fredda probabilmente avrebbe avuto bisogno di un po’ di lavoro in più.

5) Qual è il tuo personaggio preferito?
Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Praticamente tutti i personaggi mi sono risultati simpatici e mi hanno dato un motivo per affezionarmi a loro. Allo stesso tempo, di tutti avrei voluto sapere qualcosa di più. I due che mi sono piaciuti di più e che mi hanno incuriosito maggiormente sono Chandon e Aurélie, giovani nobili decadenti e dediti a passatempi frivoli, ma con molte più qualità di quanto l’apparenza potrebbe far pensare. Anche Séguin è un personaggio interessante, sebbene per altri motivi. Per quanto apprezzi che questo libro sia uno stand alone, in realtà mi piacerebbe sapere di più soprattutto su questi personaggi.

6) Leggeresti ancora un libro dello stesso autore?
Assolutamente sì. Il libro non è privo di difetti, ma è anche l’esordio dell’autrice, e penso ci si possa aspettare grandi cose da lei.

7) A chi lo consigli?
Sicuramente agli appassionati del periodo storico (non posso essere la sola!), ma anche e soprattutto a chi dà molta importanza all’ambientazione e all’atmosfera. Parigi, e soprattutto Versailles, sono luoghi assolutamente vivi e affascinanti in questo libro, e questo è un grande pregio.
8) Per quale casa di Hogwarts è adatto?
Direi Serpeverde. L’atmosfera è il motivo principale per cui lo assegnerei a questa casa, ma sicuramente anche l’ambizione della protagonista (e il modo in cui questa ambizione si sviluppa e cresce nel corso del libro) mi fanno pensare ai Serpeverde.

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