6 giugno 2022

Formazione Book Tag

 

Formazione Book Tag


Se non si era capito, siamo ancora in tema calcio. Quando leggerete questo Book Tag, in effetti, saremo in attesa di vedere la seconda partita dal vivo di questa tornata, nonché la seconda partita dal vivo della nostra vita. Perdonateci, quindi, un po’ di monotematicità: sono eventi che si ricordano.

Niente paura, comunque. A parte l’ispirazione iniziale, in questo post parliamo di libri!



Portiere: Un libro con un salvataggio all’ultimo momento.

Gi: Una stella senza luce, di Alice Basso. Proprio all’ultimo i due protagonisti scoprono la verità e salvano un personaggio che essi stessi hanno messo in pericolo. 


Ma: Deposing Nathan, di Zack Smedley. Se non sbaglio, proprio all’ultimo si scopre la verità, salvando così uno dei protagonisti da pesanti accuse.


Mi: The Rose Code, di Kate Quinn. Non dirò di più perché sarebbe un grosso spoiler… 


Difensori Centrali: Un mattone.

Gi: Il labirinto degli spiriti, di Carlos Ruiz Zafon. Nonostante le sue 819 pagine, questo libro si legge davvero bene… come tutti i libri di Zafon.


Ma: Middlegame, di Seanan McGuire. Il libro è piacevole, ma indubbiamente, c’è tanta trama e avvenimenti che si susseguono uno dietro l’altro da far girar la testa.


Mi: Il Cardellino, di Donna Tartt. La definizione di mattone è relativa solo alle dimensioni del libro: si legge veramente molto bene e l’ho adorato.


Terzini: Un libro con un ritmo veloce.

Gi:  The Gallery, di Laura Marx Fitzgerald. Sia lo stile dell’autrice che la presenza di capitoli brevi rendono la lettura del libro molto veloce, però senza mai esagerare.


Ma: Sadie, di Courtney Summers. La storia è molto dinamica e, insieme al mistero da risolvere, rende il libro molto veloce da leggere.


Mi: Skyward, di Brandon Sanderson. In generale, tutti i libri di Sanderson, nonostante la mole, hanno un ritmo decisamente veloce e si leggono in molto meno di quanto possa sembrare.


Regista: Un libro o una serie con un’ambientazione complessa e dettagliata.

Gi: Durante tutta la saga di The Witcher, di Andrzej Sapkowski, vengono forniti molti dettagli sul mondo creato dall’autore che, anzi, a volte ne inserisce un po’ troppi.



Ma: Witchmark, di C.L. Polk. Ho adorato questa ambientazione che ricorda molto l’Inghilterra della Prima Guerra Mondiale.


Mi: Akin, di Emma Donoghue. La duplice ambientazione, contemporanea e storica, è assolutamente vivida ed è uno dei valori aggiunti di questo libro. Praticamente si respira, dalla prima pagina all’ultima.


Mezze Ali: Un libro di cui non sapresti definire esattamente il genere.

Gi: Una stanza piena di gente, di Daniel Keyes. Nonostante io sappia che questo libro è una biografia nata dalle interviste dell’autore al protagonista, faccio fatica a ricordarmi che non è tutto inventato. La storia di Billy è talmente sorprendente che sembra un romanzo.


Ma: Minor Mage, di T. Kingfisher. L’ho sempre considerato un middle grade per via dell’età del protagonista, ma i temi trattati sono molto crudi, quindi molte volte mi ricredo.


Mi: How High We Go in the Dark, di Sequoia Nagamatsu. Leggetelo e poi provateci voi… 


Ali: Una serie lunga e avvincente.

Gi: The Mortal instrument, di Cassandra Clare, è già lunga di suo, è composta da sei libri, e in più sono usciti tantissimi libri tra spin-off e novelle e molto altro.


Ma: Harry Potter, di J.K. Rowling. Devo anche spiegare la mia scelta?


Mi: Che ve lo dico a fare?

(Siccome non ho trovato una serie con questo nome, il alternativa si prega di accettare quest’altra copertina- Marty)


Punta: Un libro che ti ha sbloccato in un momento di blocco di lettura.

Gi: Secrets of Blackthorn Hall, di Cassandra Clare. Si tratta di una questione psicologica: aver visto aumentare il numero di libri letti su Goodreads e, quindi, capire che posso farcela ad arrivare a leggere 100 libri anche quest’anno, mi ha ridato la voglia di leggere e mi ha ricordato che nel peggiore dei casi ci sono i racconti a salvarmi.


Ma: Devo ancora trovarlo, e quando lo farò sarà mia premura diffonderlo come polline a primavera.


Mi: The House in the Cerulean Sea, di T.J. Klune. Anzi, sarebbe più corretto dire che mi ha ridato la voglia di leggere in un momento in cui era ai minimi storici… per non parlare della mia fiducia nell’umanità. Ripensandoci, potrebbe essere tempo di rileggerlo…


Arbitro: Un personaggio che non ti piace… ma alla fine ha ragione lui!

Gi: Questa domanda mi ha messo in difficoltà e quindi darò una risposta un po’ così: Greta Thunberg, da Le ragazze salveranno il mondo, di Annalisa Corrado. Quando ho sentito parlare di lei la prima volta ho storto il naso, ma ascoltandola bene sono subito arrivata alla conclusione che ha assolutamente ragione.


Ma: Danny, da Troublemakers, di Catherine Barter. Anche se ha sempre ragione, tutte le volte che rimprovera la sorella sembra leggermente petulante.


Mi: Non ho mai sopportato molto Cristina, dalla serie The Dark Artifices, di Cassandra Clare. Troppo perfettina… soprattutto quando ha ragione.


Allenatore: Un personaggio che tiene in mano i fili della storia.

Gi: Questa volta uso il jolly Harry Potter, di J.K. Rowling, perché non mi viene in mente una risposta migliore di Silente per questa domanda, molto probabilmente perché mi sono ispirata proprio a lui quando l’ho pensata.


Ma: AIDAN, da The Illuminae Files, di Amie Kaufman. Il personaggio in questione vede tutto, sente tutto… e provoca un sacco di danni e morti.


Mi: The Lord Ruler, dalla serie Mistborn, di Brandon Sanderson. E’ interessante, perché alla fine è l’unico personaggio che ha una visione chiara di come funziona il mondo. E i personaggi principali impiegheranno tutta la serie a capirlo.


Terzo Portiere: Quello che non entra mai… Un libro che hai in TBR… e che rimarrà lì per sempre!


Gi: The Seven Sisters, di Neil Gaiman. Uscirà mai? Boh, ormai non ci spero più. Ogni tanto penso anche di toglierlo dalla TBR, ma alla fine non lo faccio mai. La speranza è l’ultima a morire.

[Copertina non disponibile]


Ma: Chaotic Good, di Whitney Gardner. Questo libro fa parte del gruppo di cui non mi ricordo neanche l’esistenza a volte.

 


Mi: Temo The Underground Railroad, di Colson Whitehead. Ogni volta che penso di riprenderlo in mano, mi passa la voglia di leggere…


Panchina: Un libro di cui avresti potuto parlare in questo book tag, ma alla fine ne hai scelto un altro.

Gi: Visto che il jolly Harry Potter me lo sono giocato, devo rispondere con Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen, visto che è spesso la risposta di default a molte domande e quella che cerco di non usare.


Ma: Shadowhunters Chronicles, di Cassandra Clare. Perché la serie è talmente vasta, con tantissimi personaggi e tantissimi avvenimenti, che è facile che vada bene per qualsiasi risposta dei book tag.

Mi: Forever, or a Long Long Time, di Caela Carter. Al momento è il mio libro col punteggio più alto dell’anno, ma non andava bene come risposta per nessuna domanda…


VAR: Permette di tornare indietro su una decisione. Un libro per cui avresti voluto essere avvisato di metterlo fuori gioco.


Gi: Girl in Hyacinth Blue, di Susan Vreeland. Non ho capito molto di questo libro (neanche come si pronuncia la terza parola…) e se non fosse stato per un Readathon in corso, non l’avrei finito.


Ma: Kingdom of the Wicked, di Kerri Maniscalco. Il primo libro è stato sopportabile, ma poi avrei preferito non andare avanti con la serie.


Mi: Jamrach’s Menagerie, di Carol Birch. Se mi avessero detto del cannibalismo probabilmente avrei evitato…

 


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