19 febbraio 2022

Maschere Book Tag

 

Maschere Book Tag


Febbraio avanza e comincia ad essere tempo di carnevale. Oggi siamo andate a rispolverare un vecchissimo Book Tag che avevamo inventato agli albori di questo blog, dedicato proprio al carnevale e alle sue maschere tipiche, ognuna con il suo significato. Se volete dare un’occhiata alla prima versione di questo post, lo trovate QUI. Andiamo a scoprire come sono cambiate le nostre risposte quattro anni dopo.


Arlecchino (il caratteristico vestito pieno di stoffe): Un libro con una copertina coloratissima

GI: Di recente ho letto The Guggenheim Mystery, di Robin Stevens.


MA: L’ultimo libro che ho letto con una copertina molto colorata è stato Il maialino di Natale, di J.K. Rowling.


MI: Sono andata a vedere e l’ultimo libro che ho letto con una copertina molto colorata è Il fiore perduto dello sciamano di K, di Davide Morosinotto. Bella cover e gran bel libro!


Brighella (il servitore ossequioso con i padroni): Un libro con una o più scene "fan-service"

GI: Any Way the Wind Blows, di Rainbow Rowell. Questo ultimo capitolo della serie serve a mostrarci ancora un po’ di Simon e Baz più che chiudere la storia. 


MA: Heartstopper, di Alice Oseman. Specialmente il primo volume è pieno di momenti teneri tra i due protagonisti.


MI: The Nobleman’s Guide to Scandal and Shipwrecks, di Mackenzi Lee. Sono piuttosto certa che non ci fosse nessun valido motivo per cui Monty dovesse arrivare in ritardo alla partenza della nave, a livello di trama. Come fan, ho comunque gradito moltissimo!



Burlamacco (la maschera che prende ispirazione da tutte le altre maschere): Un libro di racconti

GI: Minima - 7 racconti neri e uno bizzarro, di Edgar Allan Poe. Direi che il titolo rende molto bene il contenuto del libro.


MA: Bygone Badass Broads, di Mackenzie Lee. Alcuni sono molto brevi, altri più dettagliati, ma sono comunque storie interessanti di donne che hanno cambiato il mondo (o ci hanno provato).


MI: Per trovarne uno recente devo risalire alla fine del 2020! Si vede che non amo molto il genere… comunque si trattava di una rilettura di Almost Midnight, di Rainbow Rowell. Un classico e uno dei pochi che amo davvero, probabilmente perché è Rainbow Rowell e i racconti sono solo due.


Capitan Fracassa (la maschera baffuta con il vestito da soldato): Un libro con un esercito

GI: Vukovlad: il signore dei lupi, di Paolo Maurensig. La storia racconta di un evento particolarmente spaventoso della carriera di soldato di uno dei personaggi.


MA: Renegades, di Marissa Meyer. Mi è venuto in mente perché i personaggi possono essere considerati degli Avengers.


MI: Dall’ultima volta in cui ho risposto a questa domanda ne ho accumulati un bel po’, principalmente perché mi è tornata la voglia di Historical Fiction. Un esempio recente è The Rose Code, di Kate Quinn. In realtà probabilmente l’esercito vero e proprio non si vede mai nel dettaglio, ma la guerra e il lavoro particolare che fanno le protagoniste sono al centro della storia. 


Dottor Balanzone (parla bene, ma a volte dice balle): Un libro che ti ha colpito per la copertina

GI: Soldato d’inverno, di Daniel Mason. Appena ho visto la copertina del libro in libreria sapevo che l’avrei comprato; fortunatamente era interessante anche la trama.


MA: L’ultimo che ho letto con una copertina bellissima è stato Under the Whispering Door, di T.J. Klune.


MI: The Fourth Island, di Sarah Tolmie. Il mio problema è che leggerei anche la lista della spesa, se l’avesse illustrata Rovina Cai. Stavolta comunque anche con il libro mi è andata bene, mi è piaciuto!


Gianduia (E' proverbiale la sua distrazione): Un libro su cui non riuscivi a concentrarti

GI: The Night Masquerade, di Nnedi Okorafor. Nonostante sia un libro con poco più di duecento pagine, ho impiegato molto tempo a finirlo proprio perché non riuscivo a stare concentrata sulle sue parole per più di qualche minuto.


MA: Kingdom of the Cursed, di Kerri Maniscalco. La mia attenzione diminuiva sempre di più andando avanti con la storia, per via di “certe” scene tra i due protagonisti.


MI: The Twelve Tribes of Hattie, di Ayana Mathis. Troppe storie di troppi personaggi diversi e poco interessanti, e troppo poco tempo per entrare bene nelle dinamiche prima di un cambio improvviso di scenario. 


Colombina e Rosaura (serva e padrona che si sostengono a vicenda): Un libro con un’amicizia tra ragazze

GI: Il morso della vipera, di Alice Basso. L’amicizia tra Anita e Clara è molto interessante, perché sono due ragazze completamente diverse, ma complementari.


MA: Daughter of Smoke and Bones, di Laini Taylor. Ho pensato subito all’amicizia tra Karou e Suzanna, che sono sempre molto divertenti.


MI: Out of My Heart, di Sharon M. Draper. In questo libro finalmente Melody si fa delle amiche, ed è una delle cose più belle della storia.


Meneghino (il personaggio che non ha la maschera): Un libro diverso dagli altri

GI: Nuove mappe del paradiso, di Makkox. Questa è un'autobiografia ucronica e vi sfido a trovarne un'altra così. Non spiegherò perché l’autore ha scelto questo sottotitolo, perché dovete leggere il libro per saperlo.


MA: Opera, di Kyo Maclear e Byron Eggenschwiler. Ho scelto questo perché mi piace il modo in cui il professore spiega i vari generi di musica agli allievi, nonostante la storia si focalizzi sulla passione della protagonista per l’opera.


MI: Mirror Lake, di Juneau Black, è un libro che sfida davvero qualsiasi convenzione di genere, fascia di età e pubblico a cui è rivolto. Delizioso anche per questo.


Meo Patacca (il bullo che prende un sacco di botte): Un personaggio che si è meritato il suo fato.

GI: Rischiando di fare spoiler e prendere la domanda dal verso opposto rispetto a quello che sottintende, dirò che tutti i personaggi di The House in the Cerulean Sea, di T.J. Klune, hanno avuto il finale che si meritavano.


MA: Re Teo il Temerario, da L’Ickabog, di J.K. Rowling. Perché nonostante sia stato leggermente plagiato dai suoi Lord, un po’ se l’è andata a cercare.


MI: Il nipote del mago, di C.S. Lewis, è esattamente quel tipo di libro dove tutti fanno la fine che meritano… tranne il cattivo dei cattivi, che ovviamente sopravvive per fare l’antagonista un altro giorno.


Pantalone (l'anziano che si intromette in tutte le conversazioni): Un libro che hai letto tantissimo tempo fa ma che ti torna sempre in mente

GI: Nessun Dove, di Neil Gaiman. L’ho letto talmente tanto tempo fa che sto pensando di rileggerlo per rinfrescarmi la storia.


MA: La canzone di Achille, di Madeline Miller. A parte che è una storia classica che conoscono anche i polli, è difficile scordarsi di questo libro.


MI: Ormai sono passati cinque anni da quando ho letto The Paper Magician, di Charlie N. Holmberg, e non l’ho più riletto da allora; però un sacco di volte, quando devo rispondere alle domande di un book tag, mi viene in mente per primo, anche se poi magari vado a cercare una risposta tra le letture più recenti.


Pierot (la maschera che non parla): Una libro con personaggio con una disabilità.

GI: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, di Mark Haddon. Il protagonista del libro soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo.


MA: Il libro perfetto per questa domanda è Wonder, di R.J. Palacio, che potrebbe insegnare diverse cose a tante persone.


MI: Melody, di Sharon M. Draper. Poco fa ho citato il suo seguito, ma questo è il primo libro della serie. Da consigliare sicuramente a chi fosse interessato al genere. Non pensavo che sarebbe stato efficace avere una protagonista con una disabilità complessa come quella di Melody, ma la storia funziona ed è adorabile.


Pulcinella (la maschera nera e il costume bianco): Un libro con una copertina in bianco e nero

GI: Feminism Is for Everybody: Passionate Politics, di bell hooks. La copertina è in bianco e nero tranne il nome dell’autrice che stranamente è tutto in minuscolo, come in minuscolo è su Goodreads.


MA: Middlegame, di Seanan McGuire. Mi è apparsa nella lista dei libri letti, in mezzo a tanti altri libri colorati.


MI: La serie Skyward, di Brandon Sanderson, ha tutte le copertine in bianco e nero con appena qualche dettaglio di colore. Mi sono venute in mente subito perché mi piacciono un sacco.


Rugantino (un personaggio provocatore): Un libro che prometteva molto, ma ti ha deluso

GI: The Familiars, di Stacey Halls. In questo caso la colpa è mia, perché mi sono fatta fregare dalla copertina.


MA: Soulstar, di C.L. Polk. Mi aspettavo di meglio da una conclusione di una trilogia.


MI: Ultimamente mi capita molto spesso… Un esempio che mi viene in mente subito è First, Become Ashes, di K.M. Szpara, che pensavo sarebbe diventato uno dei miei preferiti di sempre. Mi è anche piaciuto, ma è ben lontano da quello che mi aspettavo e soprattutto pecca proprio in quelli che credevo sarebbero stati i suoi punti di forza.


Tartaglia (la maschera che balbetta): Un libro che ha delle parti superflue

GI: Il tempo della guerra, di Andrzej Sapkowski. In questo  libro, come un po’ in tutta la serie, ci sono troppi intrighi politici legati ad luoghi mai nominati prima. Avrei preferito che ci fossero stati meno di questi giochi di potere e più scene con i protagonisti.


MA: Il risveglio di Fenrir, di Paolo Vallerga. Tutto il libro è superfluo, infatti non abbiamo capito di cosa parlasse la trama del libro.


MI: The Hunger Games, di Suzanne Collins. Nello specifico, tutte le descrizioni dei vestiti. Da tagliare, abbondantemente.


Nessun commento:

Posta un commento