29 marzo 2018

Recensione di L’importanza di chiamarsi Ernesto, di Oscar Wilde

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Recensione di L’importanza di chiamarsi Ernesto, di Oscar Wilde


Titolo: L’importanza di chiamarsi Ernesto
Autore: Oscar Wilde
Editore: BUR - Biblioteca Universale Rizzoli
Lingua: Inglese, Italiano (letto in entrambe le lingue)
Genere: Classico, Teatro, Humor… la madre di tutte le commedie dell’equivoco. Letteralmente.



Sinossi: Due gentlemen dalle improbabili vite parallele si trovano casualmente a voler a tutti i costi conquistare due fanciulle interessate solo ad accasarsi con un uomo di nome Ernesto. Già immaginare queste poche righe di sinossi è un problema: per individuare una trama occorre più tempo che per leggere la commedia stessa, e nessuna approssimazione può rendere davvero il senso del non-senso che caratterizza quest’opera.




Letto da: Gioneb, Miki_tr
Recensito da: Gioneb, Miki_tr
Commento:


Q&A

1) Cosa ti ha convinto a leggere questo classico?
Sono una fan de Il Ritratto di Dorian Gray, che ho letto più volte, ma non avevo mai letto questa commedia. Quale migliore occasione per rimediare che il Classico del Mese? (miki_tr)
Leggendo la prefazione della raccolta di poesie di Oscar Wilde mi è venuta voglia di leggere qualche sua opera, poi quando miki_tr ha detto che aveva intenzione di leggere questo libro ho pensato che avrei fatto la stessa cosa. (Gioneb)


2) E’ meritata la sua fama?
Certamente è un libro unico. E’ giusto che sia famoso: è assolutamente particolare e sarebbe stato un peccato se fosse passato sotto silenzio. Sicuramente un buon motivo per cui è famoso è che bisogna leggerlo per capire veramente di cosa si tratta: sentirne parlare non rende assolutamente l’idea.


3) Nonostante sia un libro famoso, ci sono cose che ti hanno sorpreso?
Conoscevo l’opera, ma non conoscevo la storia così bene da aver trovato qualcosa di cui sorprendermi. (Gioneb)
Sinceramente non avevo colto da nessuna fonte da cui ne ho sentito parlare l’assurdità di questo libro, che è senza dubbio la sua caratteristica più importante e di valore. (miki_tr)


4) Avevi già incontrato la storia in un altro formato? Qualche differenza ti ha colpito?
Non avevamo mai visto o letto rappresentazioni di questa storia, prima. Siamo andate entrambe alla cieca, il che, con questo libro, probabilmente è un bene.


5) Leggereste ancora un libro dello stesso autore?
Certo, abbiamo altri 9 classici da leggere per quest’anno e potremmo benissimo infilarci una o due delle sue opere. Un’opzione potrebbe essere Il Principe Felice e altre storie.


6) A chi lo consigli?
Sicuramente a qualcuno a cui piaccia il genere e che sia disposto a non prendere assolutamente alla lettera questo libro.


7) Per quale casa di Hogwarts è adatto?
Un po’ in dubbio, ma lo smistiamo a Corvonero. Per apprezzarlo a fondo ci vogliono menti brillanti… probabilmente anche più delle nostre.

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